Roma, 22 mag. (Adnkronos) - Lunghe e complesse sono le procedure per il rilevamento e la stima precisa dei danni, dopo il terremoto che ha colpito nei giorni scorsi le province di Ferrara e Modena in Emilia Romagna. Le spiega all'Adnkronos il presidente della Commissione speciale permanente per la Sicurezza del Patrimonio Culturale Nazionale del Mibac, Fabio Carapezza. Dell'organismo fanno parte anche il generale Pasquale Muggeo, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, l'ispettore generale dei Vigili del Fuoco e gli istituti specializzati del ministero. Una struttura che ha soltanto l'Italia, in virtu' della sua tradizione e dell'enorme patrimonio di beni culturali che possiede. "Questa e' una situazione di emergenza -spiega Carapezza- nella quale applichiamo protocolli con uso di schedature secondo modelli condivisi. Queste schedature, suddivise per chiese, palazzi e beni mobili, sono le uniche che noi riconosciamo e servono per catalogare con precisione un bene danneggiato". Carapezza fa l'esempio della Torre dell'Orologio di Finale Emilia, un monumento "chiamato con diversi nomi. Un problema che si risolve solo con le nostre procedure di schedatura e che chiarisce con precisione a quale immobile poi destinare i fondi per l'eventuale restauro". In Emilia, sottolinea ancora Carapezza, "siamo nella prima fase delle operazioni, che e' quella in cui si verifica l'agibilita' degli edifici, si descrive il danno e si prendono i primi provvedimenti per la messa in sicurezza degli immobili. Sempre nella prima fase -prosegue- si decide sullo spostamento delle opere d'arte e si fa una valutazione delle macerie". (segue)