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Cultura: da Gian Burrasca ai giovani d'oggi, un convegno sui perche' della ribellione (2)

domenica 27 maggio 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - I fronti, pero', non sono solo quelli di guerra, anche se la guerra e' e rimane la madre di tutte le crisi. Esistono, infatti, fronti intimi che spesso sconvolgono la vita dei giovani, delle famiglie, che hanno delle ricadute pesanti sulle societa': i giovani sono le creature piu' sensibili che meglio di altri hanno il sentore della "difformita"' tra le loro aspettative e quello che la societa' degli adulti offre loro e spesso la vivono in modo violento nei confronti di loro stessi e/o della stessa societa'. Maria Rita Parsi e la 'Fondazione movimento bambino' affrontano quotidianamente con intelligenza e sensibilita' queste situazioni, mentre 'Letterature dal fronte' puo' offrire un contenitore culturale di grande interesse a tutto questo. E proprio per restare nel campo della letteratura, si e' preso a pretesto un particolare centenario, quello della pubblicazione della prima edizione riveduta e corretta del "Giornalino di Gian Burrasca". Il simpatico monello che ha divertito per un secolo grandi e piccini, e' il vero paradigma dei "bricconcelli". C'e' chi lo chiama "teppistello", chi sorride alle sue trovate, ma e' certo che Gian Burrasca, cosi' come Pinocchio e tanti altri protagonisti della disobbedienza infantile nella letteratura, rappresentano gli antesignani della "ribellione"dei giovani di oggi. Questo lo diranno anche alcuni gruppi di studenti delle scuole superiori di Cassino che hanno accettato di guardarsi dentro ed intorno per capire il senso della ribellione giovanile oggi e lo faranno con il linguaggio a loro piu' consono: musica, internet, multimedia. Il 30 maggio saranno presenti a Cassino personalita' del mondo della cultura, della pedagogia e dell'informazione per ragionare sulla ribellione. Sara' un viaggio nella storia, nella letteratura, nella pedagogia ma soprattutto nella psicologia dei giovani, per cercare di capire un po' di piu' anche quelli che oggi i media chiamano ormai comunemente gli 'indignados', la cui ribellione sta permeando le piazze di numerosi paesi del mondo.

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