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Venezia: all'aeroporto maxisequestro medicinali illeciti provenienti dalla Cina

domenica 27 maggio 2012

2' di lettura

Venezia, 24 mag. (Adnkronos) - I finanzieri della Compagnia di Tessera (Venezia) in collaborazione con i funzionari dell'Ufficio Doganale dell'aeroporto "Marco Polo" nell'ambito di un'operazione finalizzata alla tutela della salute pubblica, hanno sequestrato in un unico intervento oltre 2.100 dosi di medicinali tutti sprovvisti delle previste prescrizioni mediche e delle autorizzazioni all'importazione, provenienti dalla Cina. L'attivita' di analisi e selezione dei soggetti da controllare condotta dai militari e dai funzionari ha permesso di individuare tra le grandi quantita' di merci movimentate presso l'aeroporto quelle che, in base ai criteri di rischio, destavano i maggiori sospetti, numerose fiali contenenti sostanze liquide finalizzate al trattamento terapeutico intensivo di importanti patologie di natura cardiaca, neurologica, renale, epatica e virale: tutti prodotti per i quali e' rigorosamente obbligatoria la prescrizione medica. Questi medicinali costituiscono certamente un potenziale gravissimo rischio per la salute degli assuntori in quanto non testati e non approvati dalle competenti autorita' farmaceutiche nazionali, europee ed internazionali. Tra i principi attivi contenuti nei farmaci sequestrati spiccano l'adrenalina, il raceanisodamine cloridrato, il ribavirine ed il citicoline. In base ai principi attivi presenti, i medicinali sequestrati avrebbero potuto causare gravissime patologie fino a diventare letali. Il sequestro e' stato effettuato nei confronti di una giovanissima cittadina cinese, residente nella Provincia di Padova, che aveva acquistato i prodotti per consegnarli, come lasciano ragionevolmente ipotizzare le indagini tuttora in corso, a medici senza scrupoli, verosimilmente di etnia asiatica, che li avrebbero somministrati ai loro pazienti in cambio di lauti compensi. La successiva perquisizione, effettuata presso l'abitazione della giovane cinese ha permesso di acquisire elementi che hanno rafforzato le ipotesi formulate dagli inquirenti. La cittadina cinese e' stata denunciata all'Autorita' Giudiziaria competente e dovra' rispondere di introduzione illecita nel territorio dello Stato di sostanze farmacologiche senza la prescritta autorizzazione, rischia una condanna da sei mesi ad un anno di arresto e l'ammenda da 10mila a 100mila euro.

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