(Adnkronos) - Per giustizia Mandala' intende "non certo il perdono da parte dello Stato che non puo' abdicare al suo rigore", ma evitare "la vendetta e l'accanimento nei confronti del reo al cui fianco mi piace immaginare la pieta' della vittima che ben conosce la sofferenza e la sua insensatezza". "Vi e' chi si richiama alla lezione Dei Beccaria, dei Montesquieu, dei Locke - chiede Mandala' dal suo blog -, e sappia gridare che la pena non e' afflizione e che non e' ammissibile che esseri umani fatti della stessa carne di noi tutti subiscano l'inferno di una condizione intollerabile quale e' quella del 41 bis reiterato ininterrottamente per decenni, senza alcuna considerazione per le mutate circostanze e per le nuove sensibilita' nel frattempo maturate nell'animo dei detenuti? Non c'e' dubbio che il 41 bis e' un regime di tortura e che la sua applicazione e' un vulnus del nostro sistema giudiziario". Da qui l'appello alla "coscienze libere" e agli "uomini di buona volonta"' perche' "si rivolgano alla associazione Liberarsi a Grassina (Firenze) che da tempo si batte in difesa dei diritti dei detenuti e assieme ad essa si intestino una battaglia per l'abolizione del 41 bis".