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Napolitano: "La Costituzione si può modificare, ma resta lungimirante"

Il presidente della Repubblica sul federalismo: la Carta salda "in modo inscindibile" unità e autonomia
di Eleonora Crisafulli sabato 17 luglio 2010

2' di lettura

Unità e federalismo non possono essere considerati principi contrastanti.  A ribadirlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in un breve intervento davanti al sindaco e alla giunta di Udine fa appello alla "coesione nazionale", senza la quale "il nostro Paese si perderebbe nel fiume della globalizzazione". Federalismo - Il capo dello Stato ricorda che è la Costituzione a saldare "in modo inscindibile" in uno stesso articolo l’unità della Nazione italiana e "la promozione delle autonomie". La Carta approvata nel 1947 "rimane un testo altamente lungimirante" e tuttora valido, ma non intangibile: "Si riveda ciò che è necessario rivedere - dice Napolitano - si garantisca il massimo di snellezza e semplificazione nell’articolazione del nostro Stato", fermo restando l’impianto fondamentale del testo. Da parte sua, il presidente della Repubblica mantiene "un profondo impegno nella tutela dei valori costituzionali" ma "più che dire difendere la Costituzione amo dire far vivere la Costituzione". Crisi economica - Napolitano, come aveva già fatto ieri da Trieste, è tornato poi sulle difficoltà della crisi economica: "Abbiamo problemi seri, dovuti a una difficoltà dell’economia internazionale" e per questo, ha ribadito, "si devono adottare misure straordinarie per consolidare i bilanci pubblici ed è un’esigenza riconosciuta in tutta l’Europa". L’impegno di ridurre il debito pubblico non può restare inevaso e nessuno può sfuggire a quella che è una "responsabilità collettiva". In questo momento più che mai è necessario sceglierei settori ai quali destinare le risorse e per Napolitano ai primi posti ci sono cultura, formazione e ricerca: "Sono convinto che dobbiamo credere fortemente nelle priorità da accordare a investimenti pubblici, sollecitando al tempo stesso anche quelli privati, nel campo della ricerca e della formazione".

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