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Intercettazioni, tutte le modifiche del Pdl

La maggioranza presenta gli emendamenti: possibile pubblicare il riassunto degli atti sui giornali. Il ddl al voto da lunedì
di Michela Ravalico sabato 29 maggio 2010

2' di lettura

Svolta sulle intercettazioni. La maggioranza ha presentato in Senato gli emendamenti al disegno di legge che da lunedì sarà messo ai voti.  Le proposte di modifica al ddl portano le firme, tra gli altri, del presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri e del vicepresidente vicario Gaetano Quagliariello. Tra le novità più clamorose, quella che riguarda la possibilità di pubblicare il riassunto degli atti. Per uno squarcio di libertà in più, rimangono comunque forti divieti. Un secondo emendamento vieta la pubblicazione anche parziale, per riassunto o nel contenuto delle intercettazioni, anche se non più coperte dal segreto fino alla conclusione delle indagini preliminari. Vietata anche la pubblicazione (anche in questo caso parziale, per riassunto o nel contenuto) delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Stesso divieto vale anche per le richieste di tali misure. Si potrà pubblicare il contenuto solo dopo che l'indagato o il suo difensore siano venuti a conoscenza dell'ordinanza del giudice. Sempre vietata la pubblicazione delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che riguardino fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. Riprese tv- L'intero comma 10 del ddl intercettazioni, quello che riguardava la disciplina sulle riprese visive è stato soppresso da un emendamento presentato dai vertici dei gruppi del Pdl e della Lega. Ora si parlerà solo di "intercettazioni di immagini mediante riprese visive", togliendo così tutta quella parte che disciplinava le riprese visive "captative" e "non captative". "Le riprese visive, insomma - spiega il relatore del ddl Roberto Centaro - diventeranno oggetto di una normativa ad hoc". Pubblicisti - Accolto anche l'appello di Milena Gabanelli, la conduttrice di report, che chiedeva tutele per i pubblicisti. Un emendamento, infatti, prevede che anche i pubblicisti, oltre agli 007 e ai giornalisti professionisti, potranno effettuare registrazioni di comunicazioni e riprese ai fini dell'attività di cronaca. Uno degli emendamenti stabilisce la non punibilità "quando le riprese e le registrazioni sono effettuate ai fini dell'attività di cronaca da giornalisti iscritti all'ordine professionale» e non più, come era nel testo approvato dalla commissione «giornalisti iscritti all'albo professionale".

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