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Terremoto, Fini va all'Aquila

"Accertare le responsabilità"
di Silvia Tironisabato 9 maggio 2009
Terremoto, Fini va all'Aquila

2' di lettura

Un boato assordante nella notte, alle 3.32. La terra trema, l'Aquila si piega al terremoto. È passato un mese da quel lontano eppure tanto vicino 6 aprile. Quando il sisma ha devastato l'Abruzzo. I morti sono stati in tutto 298, i feriti più di 1500,rimasti tra le macerie di case anche appena costruite. E a distanza di unmese il prsidente della Camera Gianfranco Fini torna tra i terremotati, per ricordare le vittime. Ed è stato Gianfranco Fini a scoprire la targa in memoriadi Sandro Spagnoli, il dipendente morto il 6 aprile a cui è stataintitolata l'aula del Consiglio regionale nel Palazzo dell'Emiciclo.Prima di entrare nella sala, Fini ha salutato Alice Gea Fontanazza, la bimba nata il 10aprile scorso, a quattro giorni dal sisma, e condiderata simbolo della speranza del futuro. In precedenza durante una passeggiata lungo il centro storico de L'Aquila si èfermato, in via XX Settembre, dinanzi alle macerie della casa dellostudente. Nel suo discorso al Consiglio regionale, il presidentedella Camera ha detto: «Non ci sono dubbi: L'Aquila è stata la capitaledel dolore italiano. Ci sono state convinte attestazioni di solidarietàdella comunità nazionale - ha detto Fini - grande è stata la vicinanzadella comunità internazionale. Questo dramma ha colpito la profondasensibilità di tutti senza retorica». Quindi Fini ha sottolineato «la necessità che la magistraturaaccerti le responsabilità per l'eventuale violazione di norme disicurezza nella costruzione di edifici pubblici e privati che dovevanoresistere al sisma de L'Aquila. Tali eventuali casi - ha aggiunto Fini -presenterebbero, inoltre, una valenza nazionale, in un paese comel'Italia esposto a rischio di terremoti o di altri catastrofici eventinaturali. Occorre l'impegno - ha concluso - delle istituzioni locali enazionali e non transigere nella prevenzione e nel rispetto delleregole».