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Tornano ‘I libri del Borghese’

Con ‘I lituani al Mar di Laptev’
di Carlotta Clerici sabato 24 ottobre 2009

2' di lettura

Rinasce, periniziativa e nostalgia di Luciano Lucarini, la collana storica de ‘I libri delBorghese’che negli anni '60-70 fu portata al successo da Mario Tedeschi,successore di Leo Longanesi fondatore dell'omonimo settimanale. Se tra le penneche ne hanno consacrato il successo ci sono grandi autori come  Vintila Horia, Raimond Cartier, GiuseppePrezzolini e John F. Kennedy col suo ‘I ritratti del coraggio’, a benedirne ilritorno, invece, toccherà a un  avvincente e sconosciuto memoriale sullatragedia dei lituani deportati in Siberia all'indomani del patto Hitler-Stalincontro Polonia, Finlandia e paesi baltici. Il memoriale, scoperto e curatoFrancobaldo Chiocci, sarà presentato il 29 ottobre prossimo a Palazzo Ferraioli(Piazza Colonna, ore 17.30) dal senatore Gaetano Quagliarello, da GustavoSelva, ex corrispondente Rai da Bonn, e da Franco Venturini, ex corrispondenteda Mosca del Corriere della Sera. Interverranno gli ambasciatori di Vilnuspresso il Quirinale e la Santa Sede. Il titolo originario dell'opera (‘I lituani alMar di Laptev’) ha un sottotitolo più esplicativo: ‘L'inferno di ghiaccio neilager comunisti’. E difatti Dalia Grinkeviciute, l'autrice, che aveva 14 anniquando con la madre e il fratello fu deportata tra i ghiacci polari mentre ilpadre veniva ucciso negli Urali, narra come testimone e sopravvissuta la quasiignorata odissea e le infami angherie subite dal suo popolo, decimato di unterzo dei suoi abitanti dalla pulizia etnica ordinata da Stalin e proseguitadai successori. Il libro è stato scritto in due fasi. Una prima, sino agli anni'50, è fatta di appunti raccolti di nascosto nel lager e nascosti in unbarattolo andato perduto e ritrovato dieci anni dopo la morte di Dalia; laseconda, composta nel 1974 su sollecitazione di un'amica, è una riscrizione eampliamento della prima dopo che la deportata era riuscita a tornare inLituania con la madre morente (poi sepolta di nascosto in cantina), si eralaureata e non riusciva a esercitare la professione di medico perchè ininterrottamenteperseguitata dal partito. Il quale, non perdonandole di essere scampata allamorte fisica, l'aveva condannata alla morte civile.

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