Coppia che vince non si cambia: Checco Zalone presenta il suo nuovo film Buen Camino, dal 25 dicembre in sala con Medusa, e torna a farsi dirigere da Gennaro Nunziante. Quanti successi hanno vissuto insieme? Tanti, al punto da ottenere un box office bollente e incassi alle stelle. Ci riprovano con una storia ricca di sorprese, accompagnata da La prostata enflamada, un brano fortissimo che Zalone canta e balla decretandone il successo assoluto. Ma perché Checco Zalone piace tanto al pubblico? Eppure, la frase che dice nel film — «È bello mostrare ricchezza a chi non può permettersela» — non è certo simpatica. Però, dal mio punto di vista, è proprio perché racconta tante verità, a volte anche scomode, mettendosi in gioco con passione e ironia. Partiamo dalla storia del film, coraggiosa e divertentissima.
Checco veste i panni di Luca Medici, figlio di un ricchissimo produttore di divani. Vive in una villa lussuosa, ha vari modelli di Ferrari, possiede un grande yacht dove invita tutti gli amici con cui condivide la passione per il non lavorare, ed ha una fidanzata brasiliana bella e intraprendente. L’unica cosa che gli manca è fare il padre di Cristal, avuta con l’ex moglie Linda (Martina Colombari). Anzi, non ci pensa proprio: il suo mito è il divertimento. Ma un giorno la moglie lo chiama, è disperata perché Cristal (Letizia Arnò) è scomparsa senza lasciare traccia. Dopo le informazioni che riesce a ottenere, decide di raggiungerla. È in Spagna, in cammino verso Santiago di Compostela, dove si prega per ottenere una grazia. Sono ottocento chilometri da percorrere a piedi, tra sentieri assolati e montagne piovose. Lui vuole riportare la figlia a casa e parte per questa avventura… ma in Ferrari. Bello l’incontro con Alma (Beatriz Arjona), una giovane donna che aiuta Luca ad avvicinarsi alla figlia. Il resto lo lasciamo a voi, e vi assicuro che ne vedrete delle belle. Il ritorno del sodalizio tra Nunziante e Zalone ci conferma che insieme lavorano meglio: sono addirittura travolgenti. Abbiamo anche scoperto che Nunziante è un regista molto saggio: «Hanno detto che Checco ed io abbiamo litigato, ma non è vero — sottolinea — a Bari viviamo a 200 metri di distanza, però siamo solo un po’ indolenti».
Per Zalone, «la commedia indaga. Noi abbiamo rappresentato una figlia difficile e in contrasto con il padre. Non come i miei due figli, una di tredici e l’altro di dieci anni, che passano il tempo libero al cellulare. Nel nostro film la protagonista è una ragazzina che ha chiuso i social e vuole conoscere un altro tipo di vita». Nunziante ribatte: «Oggi non si sa più chi è l’uomo. Questo padre parte, sa di essere il genitore di Cristal, ma non conosce nulla di lei». Perché girare un film a Santiago? Nunziante risponde: «Dopo la pandemia il Comune di Santiago era in contrapposizione alla ricchezza. E poi la storia doveva essere ambientata proprio lì, un luogo dove ragazzi e ragazze si avventurano in cerca di speranza. Oggi la vita spesso non aiuta i giovani: vi ricordate chi eravamo noi alla loro età? Dei cretini totali. Almeno loro non si arrendono». E il futuro? «Vorrei girare qualcosa in Italia — risponde Nunziante —, in Spagna si mangia malissimo, ho il colesterolo alle stelle». E Zalone? «A Santiago non cercavo la spiritualità, ma il luogo giusto». Zalone, che vincerà anche con la musica, conclude: «Da giovane volevo fare il musicista, non il comico. Chissà, forse un giorno… però la commedia dà le risposte, il dubbio ti dà la verità».




