Napoli diventa il centro del turismo extralberghiero italiano. Nella suggestiva cornice del Convento dei Vincenziani si è tenuta la prima assemblea nazionale della Federazione Associazioni Ricettività Extralberghiera (FARE), un appuntamento che segna un passaggio cruciale per un comparto in piena espansione e sempre più strategico per l’economia turistica nazionale.
Al centro dell’incontro, il lancio di GuestWho, una nuova webapp destinata a rivoluzionare la gestione e la connessione dell’intera filiera dell’ospitalità: dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino agli eventi e ai servizi. Uno strumento digitale che punta su dati reali, analisi avanzate e capacità predittiva per leggere e anticipare i flussi turistici, offrendo agli operatori una visione concreta e integrata del settore.
Un salto di qualità che rafforza il ruolo della Federazione FARE come interlocutore istituzionale sempre più credibile e strutturato. “Siamo la casa dell’extralberghiero”, ha rivendicato il presidente Elia Rosciano, sottolineando il percorso di crescita della Federazione, dagli strumenti per il self check-in digitale fino alle collaborazioni europee.
A confermare il peso crescente del comparto è anche il consigliere del ministro del Turismo Gianluca Caramanna, che evidenzia come l’extralberghiero stia contribuendo in modo decisivo alla valorizzazione dei territori, in particolare delle aree interne e dei borghi, spesso esclusi dai grandi circuiti turistici tradizionali.
Il modello Lombardia: numeri e prospettive nazionali
Ma è soprattutto dalla Lombardia che arriva uno dei segnali più significativi per comprendere la portata del fenomeno. L’assessora regionale al Turismo, Debora Massari, intervenuta nel corso dell’assemblea, ha fornito un dato emblematico: oltre il 96% delle 73 mila strutture ricettive lombarde appartiene al comparto extralberghiero.
Un numero che fotografa un cambiamento strutturale dell’offerta turistica italiana. “È il segno di un sistema che evolve – ha spiegato – mettendo sempre più al centro il rapporto umano e la qualità dell’esperienza”. Parole che non riguardano solo il territorio lombardo, ma delineano una tendenza nazionale ormai consolidata.
La Lombardia, in questo senso, si configura come un laboratorio avanzato: l’adozione di strumenti come GuestWho potrebbe avere una ricaduta immediata e concreta, migliorando l’organizzazione della filiera, la gestione dei flussi e la competitività delle destinazioni. Un modello replicabile anche in altre regioni, soprattutto in vista delle grandi sfide legate all’overtourism e alla destagionalizzazione.
Dalla frammentazione alla rete
Il tema scelto per l’assemblea, “Esserci è accogliere”, sintetizza bene la direzione intrapresa: superare l’individualismo per costruire una comunità professionale coesa. “Non abbiamo discusso solo di numeri – ha spiegato la vicepresidente Cinzia Capozza – ma trasformato la presenza in responsabilità verso il mercato e i colleghi”.
Una visione condivisa anche a livello locale. Dal Comune di Napoli è arrivato il riconoscimento del ruolo dell’extralberghiero nella redistribuzione dei flussi turistici, con effetti positivi su quartieri meno conosciuti e sull’intero tessuto urbano. Non mancano però le criticità: dal dibattito sulle aliquote fiscali alla necessità di maggiore coordinamento e professionalizzazione.
Un atlante del turismo diffuso
Oltre all’innovazione tecnologica, la Federazione punta anche sulla costruzione di una propria identità culturale. Durante l’assemblea è stato presentato il progetto editoriale “Fare l’Italia del turismo diffuso. L’extralberghiero tra comunità, economia e futuro”, un volume che si propone come manifesto del settore.
Non solo un racconto, ma un vero e proprio atlante delle realtà territoriali che compongono la rete FARE: un mosaico di esperienze che, giorno dopo giorno, contribuisce a costruire un modello di turismo più sostenibile, diffuso e radicato nelle comunità locali.
Un settore sempre più centrale
L’assemblea di Napoli segna dunque un punto di svolta. L’extralberghiero non è più una componente marginale, ma una colonna portante del turismo italiano. E strumenti come GuestWho, insieme a una rappresentanza sempre più strutturata, indicano chiaramente la direzione: innovazione, rete e capacità di leggere il futuro.
Con territori come la Lombardia a fare da traino, il comparto si prepara a giocare un ruolo decisivo nella ridefinizione dell’offerta turistica nazionale.