La polemica esplosa attorno all'incredibile post sui social del segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, si allarga. Ora scende direttamente in campo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. All'accostamento tra i fatti di Minneapolis e la riforma della giustizia è seguita una durissima replica di Nordio, che mette in chiaro come, in questo caso, le scuse del dirigente dell’associazione delle toghe non possano bastare.
"Prendo atto della retromarcia tardiva e grottesca del segretario della Anm. Dopo il suo comunicato così indegno, le scuse, inaccettabili, rivelano o un intelletto inadeguato alla importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni". Così il Guardasigilli, picchiando durissimo, risponde alle accuse sgangherate di Maruotti.
Al centro dello scontro un post, che poi è stato rimosso, pubblicato da Maruotti e in cui veniva affiancata l’immagine di Alex Jeffrey Pretti, ucciso durante un intervento degli agenti federali dell’Ice a Minneapolis, alla riforma della giustizia varata dal governo. Un paragone bollato come "disgustoso" da Nordio. Da par suo, Maruotti scriveva: "Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella democrazia in cui sistema giudiziario si ispira la riforma Meloni-Nordio". Una sparata grottesca, inaccettabile, un accostamento inquietante.
Travolto dalle critiche, il segretario generale dell’Anm si è prodotto in una retromarcia e in un chiarimento pubblico. "Mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio. La critica era rivolta a ciò che sta accadendo in questi giorni a Minneapolis. E mirava a mettere in evidenza il fatto che il sistema accusatorio puro non rappresenta necessariamente un argine ad ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani". Scuse che però non hanno chiuso la vicenda: le durissime parole di Nordio stanno lì a dimostrarlo.