Il caso ormai deflagra. Una foto e un post poi rimosso sui social sta mettendo nei guai il segretario dell'Anm, Rocco Maruotti. E ora le consigliere laiche del Csm elette in quota centrodestra Isabella Bertolini e Claudia Eccher chiedono l'apertura di una pratica.
Nel messaggio social si legge: ''Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella 'democrazia' al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio'' allegando la foto della morte di un cittadino americano a Minneapolis. ''Tale dichiarazione intende diffondere l'idea che, peraltro non trova alcun riscontro nel testo della legge costituzionale in parola, se vincesse il sì un'esecuzione per strada commessa dalle forze dell'ordine non sarebbe più punita, e a tal fine allega la foto dell'esecuzione, strumentalizzando una vicenda drammatica per meri scopi di campagna elettorale - scrivono le due consigliere - Ciò anche in spregio di quanto affermato dallo stesso codice etico dell'Anm, ove all'articolo 6 si afferma che: 'Fermo il principio di piena libertà di manifestazione del pensiero, il magistrato si ispira a criteri di equilibrio, dignità e misura nel rilasciare dichiarazioni ed interviste ai giornali e agli altri mezzi di comunicazione di massa, così come in ogni scritto e in ogni dichiarazione destinati alla diffusione' e del principio costituzionale sancito dall'articolo 48 che il voto è 'libero' e 'segreto', ove la libertà di voto implica che l'elettore non debba subire condizionamenti esterni, incluse pressioni psicologiche o informazioni false e fuorvianti''.
''Si tratta, in definitiva, di un post che travalica i confini dell'agone politico (ammettendo che anche un magistrato possa parteciparvi) con il maldestro tentativo di diffondere un pericolo di deriva autoritaria dello Stato, totalmente al di fuori della legge costituzionale approvata dal Parlamento, ed in totale spregio della separazione dei poteri, della continenza verbale, e del rispetto delle istituzioni. Si chiede pertanto l'apertura di una pratica urgente per verificare profili di incidenza di tale condotta sul procedimento di valutazione di professionalità del dottor Maruotti per carenza del requisito dell'equilibrio; si chiede inoltre l'intervento del Procuratore generale della Cassazione al fine di valutare eventuali illeciti disciplinari nei confronti del magistrato'' concludono le due consigliere. Insomma, questa storia, per Maruotti non finisce qui.