No, neppure l'appello di Sergio Mattarella sembra essere stato in grado di stemperare la tensione sulla giustizia, in vista del referendum. La presenza del Capo dello Stato al Csm, per la prima volta in 11 anni, e soprattutto le sue parole ancora non riescono a frenare la lotta senza quartiere a un mese dal voto. E un esempio, in tal senso, arriva da Silvia Albano, la presidente di Magistratura Democratica, corrente di sinistra delle toghe e impegnatissima a promuovere il "No" al voto.
Intervistata dal Corriere della Sera, quando alla Albano chiedono come si può stemperare lo scontro tra istituzioni, ecco che risponde: "Non lo so. Certo non si può chiedere alla magistratura di non continuare a fare il proprio lavoro, applicando la legge in modo imparziale nei confronti di tutti. Se le si chiedesse di non fare questo per non ostacolare le politiche del governo sarebbero i diritti di tutti a essere in pericolo - premette cavalcando toni apocalittici -. Sono molto preoccupata, come cittadina e come magistrata. Questa opera quotidiana di delegittimazione della magistratura lascerà macerie", afferma.
"Macerie". Parola utilizzata anche dal sottosegretario Alfredo Mantovano, intervistato da Mario Sechi. Lo si fa notare alla toga rossa, chiedendole se la previsione non è troppo pessimistica. E Albano risponde: "L’esercizio della giurisdizione si fonda sulla fiducia (non sul consenso si badi bene) in un corpo professionale, preparato e indipendente di giudici. È questo che garantisce il rispetto dei provvedimenti. Se ciò verrà meno, come sta accadendo, resterà il Far West, sarà la legge del più forte e non il diritto che governerà le nostre relazioni, a rimetterci saremo tutti, soprattutto chi forte non è. È ciò che sul piano internazionale sta purtroppo già accadendo, se il diritto non funziona più e le Corti internazionali vengono accusate di prendere decisioni politiche, l’alternativa è la guerra, e il segretario generale della Nato può dichiarare che i nostri giovani si devono preparare alla guerra". Insomma, altro che "troppo pessimismo": la Albano si spinge a un improvvido paragone con le guerre.
Ma la risposta più sconcertante, con discreta approssimazione, è quella che arriva quando le viene chiesto se esiste oppure no una magistratura di sinistra che fa opposizione alla maggioranza. L'ovvio, insomma. Un ovvio che però la Albano non vede: "Che questa sia un’affermazione profondamente sbagliata è dimostrato dal fatto che ormai sostanzialmente tutta la magistratura è accusata di fare opposizione al governo, solo perché applica la legge - risponde -. La democrazia si fonda sul fatto che nessuno è al di sopra della legge, purtroppo ai giudici tocca il compito di farla rispettare. Per questo la loro autonomia e indipendenza è così preziosa, per permettere ai giudici di garantire i diritti delle persone di fronte a chiunque li calpesti", conclude Silvia Albano. Insomma, secondo lei le toghe rosse non esistono. Per lei la magistratura non è pervasa da correnti di sinistra anti-governative. Peculiare...