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Referendum Giustizia, ecco come funziona il voto: quorum, seggi e orari

domenica 22 marzo 2026

2' di lettura

L’appuntamento è per oggi e domani. Gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo relativo alla riforma della giustizia che introduce, tra le altre cose, la separazione delle carriere dei magistrati. I seggi resteranno aperti oggi dalle 7 alle 23, mentre lunedì riapriranno alle 7 e chiuderanno alle 15. Poi inizierà lo spoglio delle schede. Fino alla chiusura dei seggi e all’inizio dello scrutinio i riflettori saranno tutti puntati sull’affluenza: quella relativa al primo giorno viene rilevata e comunicata alle 12, alle 19 e alle 23 a chiusura seggi. Il secondo giorno la rilevazione sarà solo quella definitiva alle 15.

Ai seggi sono attesi tutti gli aventi diritto di voto, un corpo elettorale di oltre 45 milioni di italiani, tra cui 5 milioni di studenti e lavoratori che vivono stabilmente lontano dal comune di residenza. Su questa fetta di elettorato è nata una polemica tra maggioranza e opposizione perché il governo ha deciso di non includere i fuori sede nel decreto sull’election day.

Per quanto riguarda il voto dei cittadini residenti all’estero, gli italiani iscritti all’Aire (l’anagrafe dei residenti all’estero) hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti. Si tratta di altri 5,5 milioni di elettori. Essendo un referendum confermativo, non c’è quorum. Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale.

Se la tessera è completa o è stata smarrita è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del comune di residenza. Sulla scheda compaiono due opzioni: Sì, per confermare la legge; No, per respingerla. E l’elettore esprimerà il proprio voto tracciando un segno su una sola delle due risposte. La legge costituzionale su cui dovranno esprimersi i cittadini è destinata a modificare 7 articoli della Carta - gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 - e cambiare l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituire due Consigli superiori della magistratura (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm. Questi i punti fondamentali della riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 ottobre 2025.

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