Nicole Minetti rompe il silenzio. Sì ma dov'è? Italia, Ibiza, New York o Uruguay, la sua posizione è un mistero, ma la sua voce risuona e le sue parole sono chiare in una nota dai toni durissimi, in cui parla di “ricostruzioni false e lesive della mia reputazione” e in cui respinge punto su punto le accuse che stanno alimentando il caso relativo alla grazia a lei concessa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Minetti, lo ricordiamo, era stata condannata a 3 anni e 11 mesi di reclusione nell’ambito del cosiddetto caso Ruby. La grazia, poi, le era stata concessa per un motivo “umanitario”, cioè l’adozione di un minore con gravi problemi di salute e alla necessità di garantirgli cure e assistenza costanti. Dopo la firma del provvedimento, però, alcuni elementi decisivi usati per giustificarlo sono stati messi in discussione ed il clima pesante che si è creato potrebbe, ora, portare alla revoca della grazia.
L’ex consigliera regionale non ci sta e – si legge su Repubblica - nega tutto ciò che riguarda i dubbi sul percorso di adozione del figlio. “Non ho mai conosciuto i genitori biologici di mio figlio e smentisco categoricamente di avere intrapreso contenziosi. L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo”. C’è, poi, il nodo delle cure mediche, elemento centrale nella vicenda. Secondo alcune versioni, il bambino sarebbe stato seguito in Italia, tra Padova e Milano.
Ma qui emergono le smentite: “Non abbiamo mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e non abbiamo mai avuto in cura il bambino”, afferma il professor Luca Denaro. Minetti replica spostando l’asse all’estero: parla di una “struttura altamente specializzata” a Boston, dove il figlio “è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso”.
Non solo. L’ex-igienista dentale denuncia anche la diffusione di informazioni sul minore: “Per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori”. Infine il capitolo volontariato, indicato come segnale di un cambio di vita. A Milano, nella parrocchia di San Marco, si era fatta apprezzare: “Seria, puntuale, affidabile e precisa”. Ma dopo gli ultimi sviluppi, la collaborazione è stata “sospesa”. Tra documenti, verifiche e versioni contrapposte, la verità definitiva è ancora tutta da scrivere.