Il governo di Giuseppe Conte ha preso duecento milioni e li ha buttati letteralmente via per non avere rispettato un contratto di fornitura di mascherine ai tempi dell’emergenza Covid. I dettagli di questa storia li trovate nelle pagine interne, sappiate che è solo una, neppure la più grave, delle tante costosissime anomalie che stanno emergendo dal lavoro della Commisione parlamentare d’inchiesta sui disastri avvenuti durante la già di suo disastrosa pandemia.
Chissà per quale misterioso motivo - domanda retorica - né la magistratura ordinaria né quella contabile della Corte dei Conti sentono il bisogno di accertare fino in fondo come hanno dimostrato di saper fare in altre occasioni - eventuali responsabilità del governo giallo-rosso; chissà perché i membri di opposizione presenti nella commissione stanno facendo ostruzionismo all’accertamento della verità. Davvero strano perché stiamo parlando di partiti - Cinque Stelle, Pd e Avs - assai severi nel fare le pulci a ogni euro speso dal governo Meloni in nome del rigore nei conti e della moralità pubblica.
Avanzo una ipotesi maligna: è possibile che nell’anno preelettorale la sinistra e i suoi referenti dentro il sistema giudiziario non abbiano interesse a scoperchiare un vaso di Pandora che potrebbe riversare sudi loro cose assai sgradevoli? No, ovviamente, e lo hanno dimostrato anche ieri reagendo stizziti alla nostra inchiesta, come se noi e non loro dovessimo spiegare qualcosa di indicibile agli italiani.
Che si mettano il cuore in pace, a differenza loro non abbiamo amici (per la verità neppure nemici) coinvolti in quei traffici, in quella girandola di miliardi che ha arricchito molti e messo in ginocchio milioni di italiani alle prese con mascherine e ventilatori polmonari farlocchi o nella migliore delle ipotesi pagati il triplo del dovuto, a commissioni di intermediazione abnormi, non nelle minacce anche fisiche a chi provava a obiettare su trasparenza e regolarità di ciò che stava accadendo. Puntare il dito contro i giornalisti è prassi antica, tipica di chi ha qualche cosa da nascondere.
Andiamo avanti, siamo solo all’inizio.