Diecimila. Quasi diecimila assunzioni a tempo indeterminato. Ma anche diecimila risposte a quanti davano il mandato di Carlo Nordio ormai per finito. Dopo la sconfitta al referendum del 22 e 23 marzo, da sinistra si invocavano le dimissioni del ministro della Giustizia. Chi in modo più velato, chi sparando a palle incatenate. «Il ministro Nordio non può fare finta di niente, sarebbe necessario si dimettesse», attaccava il leader di Avs Nicola Fratoianni. «Se il ministro intende assumersi la responsabilità politica della pesante sconfitta subita con il referendum, allora tragga le conseguenze e si dimetta», gli faceva eco il sodale Angelo Bonelli. «A che ora si dimette Nordio?», ironizzava il fantasma europeista Riccardo Magi. E così via. Ma dal Guardasigilli non c’è mai stato un tentennamento. Fin dal minuto dopo la vittoria del No, ha rimar c a t o l’intenzione di proseguire fino alla fine della legislatura: troppi i dossier ancora sul tavolo. Dall’efficientamento della giustizia, ai concorsi per completare la pianta organica dei magistrati, fino alla stabilizzazione del personale del Pnrr. E proprio ieri, Nordio ha dato seguito al suo impegno. In mattinata in vai Arenula - sede del Ministero - c’è stato un gran via vai: assistenti e funzionari Pnrr si sono presentati per firmare finalmente il tanto agognato contratto a tempo indeterminato.
LA PORTATA
È il Ministero a chiarire esattamente la portata dell’intervento: «Sono 9147 su 9368 le unità di personale delle diverse qualifiche funzionali - di cui 6850 Aupp (Addetti all’Ufficio per il processo) che nella giornata di ieri hanno sottoscritto il nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato con il Ministero della Giustizia», riporta la nota di via Arenula. Assunzioni che arrivano in seguito al pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi Pnrr: il personale, originariamente inquadrato a tempo determinato, «è stato ora definitivamente stabilizzato attraverso esclusive risorse interne del Ministero e attraverso un accordo con le Organizzazioni sindacali».
Si tratta di un avvenimento storico: in un settore come quello della giustizia, da decenni in forte difficoltà per la carenza di personale, mai il Ministero aveva autorizzato una mole simile di contrattualizzazioni stabili di dipendenti arrivati a fine rapporto. Uno sforzo economico senza precedenti, interamente sostenuto dalla struttura ministeriale grazie all’oculata gestione dei fondi di questi anni.
Nel dettaglio, via Arenula parla di una spesa pari a 487.782.596 euro: «Per la stabilizzazione dei funzionari (6850 Aupp, 712 tecnici amministrazione, 183 tecnici vari) 300.039.358 euro; per quella degli assistenti (operatori data entry e assistenti tecnici vari) 48.981.115 euro, senza contare 2600 assistenti, 100 geometri, 207 autisti, 390 operatori, 136 funzionari tecnici informatici e statistici, 370 Unep. Solo per Aupp la spesa è di 266.000.000 pari a più della metà del budget».
Una spesa che va ad abbattere in modo sistemico la scopertura degli uffici giudiziari: se al 30 giugno si parlava del 35,5%, dopo la maxi assunzione il dato è crollato al 16%. Soddisfatto, ovviamente, il ministro Nordio: «Si tratta di una misura che mira a una giustizia più efficiente e più rapida, alla quale seguirà entro l’anno il completamento delle coperture dell’organico della magistratura, cosa che non accadeva dalla fondazione della Repubblica», ha commentato il Guardasigilli.
STABILITÀ
Un investimento non solo sul futuro della giustizia italiana, ma anche sulle vite di quei diecimila ragazzi e ragazze, uomini e donne, che finalmente possono contare su una stabilità lavorativa.
Del resto, le immagini delle centinaia di persone che già ieri si sono messe in fila negli uffici del Ministero della Giustizia per firmare il loro contratto hanno fatto il giro del web. Solo su Instagram, il video è stato visto da oltre 200mila persone, con decine di commenti. Un ulteriore misura concreta del governo sul lavoro, tra gli aspetti cardine su cui l’esecutivo di Girogia Meloni ha intenzione di concentrarsi prima delle elezioni del 2027. Diecimila sonori sberloni a tutti i gufi della sinistra.