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Quando è troppo è troppo

sabato 18 luglio 2026

Mario Roggero

2' di lettura

Evidentemente la misura è colma, diversamente non si spiega l’ondata di indignazione collettiva per la carcerazione di Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni per aver ucciso, nell’aprile del 2021, due rapinatori in fuga dal suo negozio che avevano appena saccheggiato.

Evidentemente la gente non accetta più di discutere sui secondi e sui metri di distanza (peraltro entrambi pochi) dal preciso luogo del crimine (l’interno del negozio) che trasformano una legittima difesa in un duplice omicidio volontario; evidentemente si è creato un abisso tra l’astratta applicazione dei codici da parte di pm e giudici e la giustizia reale che dovrebbe sempre e comunque difendere gli onesti e punire i criminali; evidentemente sapere che i parenti di due rapinatori se la godranno con i 780mila euro di risarcimento che la vittima deve loro per sentenza e che i parenti della vittima dovranno rinunciare a qualsiasi agio e probabilmente fare debiti per risarcire famiglie criminali è troppo per qualsiasi mente razionale; evidentemente è difficile per chiunque sostenere che per una persona di 72 anni una pena di 14 anni non equivalga all’ergastolo perché è difficile pensare che esca viva dalla prigione e comunque che abbia un dopo.

È tutto evidente ma evidentemente non lo è per i magistrati che sono arrivati a queste conclusioni dissennate e illogiche, non per quei politici di sinistra che applaudono alla sentenza perché “l’Italia non è un far-west”. E no, cari signori, l’esasperazione di Mario Roggero è figlia del senso di impunità che una certa politica, una certa legislazione e una certa cultura hanno fornito a piene mani a ogni tipo di criminalità. Se rapini qualcuno minacciandolo di uccidergli la figlia – questo è accaduto a Roggero – devi mettere in conto di lasciarci le penne dentro o fuori il negozio che assalti perché sei tu che ti stai muovendo con le regole del far-west. Il problema non è chi e come deve rimediare con un provvedimento di clemenza (la diatriba tra Mattarella e Nordio), il problema è che Mario Roggero non merita di finire la sua vita in carcere. Questo è evidente a tutti, e questa deve diventare una battaglia civile.

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