La Procura di Roma indaga sulle inchieste di Report che potrebbero avere subito l’influenza di Valter Lavitola. Le investigazioni, come anticipato da Libero il 13 settembre, si sono indirizzate su un servizio che riguardava Banca Progetto e avrebbe potuto coinvolgere i costruttori Antonio e Daniele Pulcini. Nei giorni scorsi abbiamo anche raccontato le rassicurazioni che il faccendiere avrebbe dato a un altro amico imprenditore che era stato preso di mira da Report nel 2006.
Ma adesso c’è un altro piccolo mistero che riguarda un’inchiesta andata in onda, ma senza l’intervista a uno dei presunti protagonisti della puntata. Anzi, senza neppure una piccola citazione dell’imprenditore finito sul taccuino dell’inviata Lucina Paternesi.
Il servizio, intitolato “Incapacity market”, è stato trasmesso il 15 novembre 2021 e al centro del reportage c’era la centrale turbogas di Presenzano (situata in provincia di Caserta), un impianto termoelettrico a gas alimentato dal colosso dell’energia Edison e realizzato dalla Geko spa di Roma, società di costruzioni che opera in tutta la filiera energetica.
L’inchiesta di Report ha messo in evidenza la contraddizione tra la transizione ecologica italiana e gli investimenti nel “capacity market”, un meccanismo di regolazione del sistema elettrico introdotto con l’obiettivo di garantire la stabilità della rete nazionale e scongiurare il rischio di blackout. Il servizio, in particolare, ha evidenziato un cortocircuito: nonostante gli obiettivi del Pnrr e i trattati internazionali sul clima che impongono di tagliare i sussidi alle fonti fossili e raggiungere le emissioni zero entro il 2050, il meccanismo avrebbe portato a finanziare quasi esclusivamente nuove centrali a gas e vecchi impianti inquinanti, destinati a rimanere attivi per 30 anni.
Nella puntata è stato dato spazio alle accese proteste delle associazioni ambientaliste e delle comunità locali contro la realizzazione dell’impianto, ma non sono mai stati citati la Geko, né il suo titolare, Alfonso Gallo. Eppure, il 17 marzo 2021, dalla redazione di Report avevano scritto all’azienda, chiedendo di realizzare «una breve video intervista con qualcuno dei responsabili nei pressi del cantiere di Presenzano, dove sorgerà la nuova centrale Edison».
Nella missiva si parla genericamente di «un approfondimento» che si occuperà di «transizione energetica, fonti rinnovabili e centrali termoelettriche» e si spiega che la richiesta è legata al «ruolo di rilievo a livello nazionale» della Geko «come centro di sviluppo e progettazione di soluzioni tecnologiche innovative per la realizzazione e l’ammodernamento di impianti industriali».
SILENZIO STAMPA
Ma dopo aver ricevuto la mail, a quanto risulta a Libero, Gallo decide di chiedere un parere sulla strategia comunicativa da adottare a un amico giornalista, l’ex deputato Italo Bocchino, con cui è in rapporti da trent’anni. L’attuale direttore editoriale del Secolo d’Italia gli sconsiglia di concedere l’intervista. E, infatti, il 19 marzo, dalla Geko parte la risposta: «Si ringrazia per l’attenzione prestata, tuttavia si ritiene di non poter aderire alla vostra cortese proposta, considerando il ruolo della Geko quale appaltatore incaricato e non conoscitore delle informazioni da voi richieste relativamente alla centrale di Presenzano di proprietà della società Edison spa e pertanto unica titolata a fornire delucidazioni in merito». Dalla società precisano anche di essere disponibili a rispondere ai quesiti della trasmissione, «laddove si necessitasse di chiarimenti relativi alla Geko».
Dopo avere risposto picche, Gallo invia, il 19 marzo, una mail a Bocchino: «Come da intese riporto a margine la corrispondenza intercorsa con la redazione di Report». L’ex parlamentare inoltra subito il messaggio a un’altra giornalista, Monica Macchioni, esperta di comunicazione e addetta stampa, affinché possa assistere Gallo. Passano due mesi e, il 2 maggio 2021, probabilmente dopo che l’inviata di Report non aveva rinunciato all’idea di portare a casa la sua intervista, Bocchino spedisce a Lavitola, altra sua vecchia conoscenza, lo scambio di mail tra la redazione della trasmissione d’inchiesta e l’imprenditore.
IL «MAGO» MISTERIOSO
Il faccendiere lo manda all’indirizzo di un certo “magotony”. Sei mesi dopo, nel servizio di 12 minuti trasmesso da Rai3, non vengono mai fatti i nomi né di Gallo, né della Geko. Noi abbiamo provato a chiedere delucidazioni alla Paternesi, la quale ci ha riferito di non poter rilasciare dichiarazioni senza autorizzazione aziendale. Ci ha spedito, via Whatsapp, solo questa breve risposta scritta, da considerare “off the record”: «Che io ricordi non ho mai subito pressioni di alcun tipo su questo pezzo. L’intervista non la concessero». Non abbiamo nascosto il nostro stupore: «Si sono sottratti all’intervista e voi li avete “graziati” senza neanche nominarli? Basta non rispondervi per “salvarsi”?». Di fronte alle nostre obiezioni, la Paternesi ha preferito interrompere la conversazione.
Gallo, rispetto alla nostra collega, ha ricordi diversi: «In realtà, alla fine, l’intervista si fece perché la giornalista mi prese alla sprovvista, mi beccò fuori dalla centrale, in un bar che si trova davanti all’impianto». E cosa le chiese? «Partì dal discorso della transizione energetica e io confermai quello che avevo scritto: “Queste sono cose che dovete chiedere a Edison”».
Gallo prosegue: «Mi fece 1001 domande, però io non potevo girare le spalle e andarmene. “Ma perché la costruisce lei?”, mi chiese. “Ne ha costruite anche altre?”. Io ho replicato dicendo che la mia è un’impresa che è specializzata nella parte di realizzativa impiantistica specialistica, che ha il know-how e le iscrizioni Soa». Ma la Paternesi non si sarebbe arresa.
«Mi ha domandato: “Ma perché solo lei?”. Mi chiese se avessimo fatto la gara. Risposi affermativamente e puntualizzai che siamo anche partner di Edison». Secondo Gallo dietro alla mancata messa in onda della sua intervista potrebbe esserci la resipiscenza della redazione di Report che si sarebbe resa conto della pretestuosità degli argomenti sollevati (anche se nella puntata veniva evidenziato che a guadagnare di più dalla realizzazione delle nuove centrali era «chi le costruisce»). L’imprenditore aggiunge: «Io non ho mai parlato di questo con Lavitola o con Ranucci». E con Bocchino? «Con lui sì, anche perché siamo molto amici e mi ha suggerito di non fare l’intervista perché era pretestuosa, che queste cose possono essere strumentalizzate e, in più, io ero solo il costruttore e non ero nemmeno titolato a rispondere».
Bocchino le ha detto che aveva inoltrato il carteggio con Report a Lavitola? «Non lo sapevo, le do la mia parola d’onore». Non ritiene che l’intervento sul faccendiere e, quindi, probabilmente, su Ranucci possa avere funzionato? «Io non penso, anche perché Italo è una persona molto cauta e mi ha sempre dato suggerimenti di buon senso». In effetti dalle carte emerge solo l’invio di un botta e risposta tra Report e Gallo. Quello che è accaduto dopo lo sanno solo Lavitola e il misterioso “magotony”. L’ultima parola la lasciamo alla Paternesi, dopo averla informata che, contrariamente a quanto da lei sostenuto, Gallo ci ha assicurato che l’intervista c’è stata, anche se non è mai andata in onda: «Non ci fu nessuna intervista» è la secca replica. «Ho solo incontrato Gallo per caso davanti a un bar».