Bordata

Striscia la Notizia "non chiede scusa": la risposta di Antonio Ricci alle accuse di razzismo contro la Hunziker e Scotti

Roberto Alessi

Gerry Scotti e Michelle Hunziker come tutti sanno, presentando un servizio di Striscia la notizia, hanno inscenato una gag - niente di particolarmente riuscito, peraltro: con gli indici hanno tirato in su le palpebre simulando gli occhi a mandorla, e hanno detto Lai, al posto di Rai. Insomma, facevano il verso ai cinesini, una gag che mi faceva anche mia zia Ines da bambino e mi faceva scompisciare. Casualmente stavo vedendo Striscia proprio nel momento di cui Gerry e Michelle facevano quella parte. Nemmeno per un secondo ho pensato che ci fosse un intento denigratorio. Eppure un account Instagram, Diet Prada, è partito all'attacco, e a questo si è accodata una marea di followers indignati che hanno accolto l'hashtag dell'account #stopasianhate, che significa "basta con l'odio contro gli asiatici".

 

 

Dire che Michelle Hunziker o Gerry Scotti o Striscia la notizia propaghino odio contro gli asiatici non è ridicolo, è proprio patetico: non solo non odiano gli asiatici, ma nessun altro popolo, nazione, etnia, minoranza o maggioranza, e la storia di Striscia lo dimostra. Però c'è gente che adora trovare il marcio anche in persone al di sopra di ogni sospetto. Mortificati, Gerry e Michelle hanno rilasciato dichiarazioni sia ai giornali sia via social. La Hunziker già dalla mattina seguente: «Anche se sei in buona fede, se ti rendi conto di far male a qualcuno, la prima cosa da fare è chiedere scusa, essere accusata di razzismo mi fa malissimo». E pure Gerry ha detto la sua: «Sentirmi accusare di questo per una cosa del genere mi lascia senza fiato».

 

 

Eppure i commenti sono stati feroci: «Mi vergogno di essere italiano» hanno scritto, e qualcuno è andato oltre. «Da 25 anni lotto contro le discriminazioni - dice Michelle, - da ore ricevo minacce di morte». Gerry Scotti fa un'osservazione in più: «Attenti all'obbligo del politicamente corretto che sta investendo la comunicazione: mi spaventa, suona molto di dittatura, di fascismo». E ha ragione. Decisamente grintoso il comunicato di Antonio Ricci per Striscia: «Come ha detto qualcuno, la denuncia fa più ridere del siparietto improvvisato dai due. Striscia non chiede scusa perché è, e resterà, una trasmissione satirica e, come le trasmissioni satiriche e comiche di tutto il mondo, politicamente scorretta. Scorretta, ma non quanto le iniziative pretestuose di chi pensa di ricattare aziende e marchi internazionali». Un consiglio a chi ha urlato al razzismo: essere disonesti, strumentali, manipolatori porta male all'anima e per qualcuno anche al corpo: chi odia sta spesso male e fa male. E non è solo disonesto, è proprio ignobile, senza morale, atteggiamento tipico del calunniatore. Avete colpito ma non affondato, proprio per niente.