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Papa Francesco, senza scorta al centro Astalli di Roma per abbracciare i rifugiati

Bergoglio al Centro Astalli gestito dai gesuiti, in mezzo alla folla senza guardie del corpo: "Molti di voi sono musulmani, non temiamo le differenze"
di Eleonora Tesconi domenica 15 settembre 2013

Papa Francesco

2' di lettura

Ancora una volta Papa Francesco, quando è sceso con la sua solita "auoritaria" blu davanti al centro Astalli, nel cuore di Roma, ha lasciato tutti a bocca aperta: senza scorta, né cerimoniali. Nell'auto insieme a lui, al posto di guida, solo il capo della gendarmeria vaticana, Domenico Giani. Ad accoglierlo, una trentina di rifugiati, perlopiù africani, in fila per la Messa del Pontefice, che, prima di entrare, si è fermato a salutarli, a baciarli e abbracciarli.  La folla - Erano centinaia le persone assiepate lungo le transenne, che hanno chiamato il Pontefice per ricevere un gesto. Così Bergoglio, dopo il saluto ai rifugiati, ha cercato di tornare indietro per stringere le mani anche ai tanti curiosi e turisti che aspettavano di vederlo. Ha salutato alzando le braccia verso la folla presente e infine è entrato nel centro. Un incontro strettamente privato. Papa Francesco ha salutato gli immigrati che, nel centro Astalli, dove si trova la tomba di Padre Pedro Arrupe, fondatore del servizio dei Gesuiti per i rifugiati, ricevono assistenza giornaliera. Prima di lui, erano giunti sul luogo anche il sindaco di Roma Ignazio Marino e il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Le parole di Bergoglio - "Molti di voi sono musulmani, di altre religioni; venite da vari paesi, da situazioni diverse. Non dobbiamo avere paura delle differenze. La fraternità ci fa scoprire che sono una ricchezza, un dono per tutti. Viviamo la fraternità", ha detto Francesco rivolgendosi ai rifugiati presenti. ''Ognuno di voi cari amici - ha aggiunto il Pontefice - porta una storia di vita che ci parla di drammmi, di guerre, di conflitti, spesso legati alle politiche internazionali. Ma ognuno di voi porta soprattutto una ricchezza umana e religiosa, una ricchezza da accogliere, non da temere. Molti di voi siete musulmani, di altre religioni, venite da vari paesi, da situazioni diverse''. Poi, secondo quanto riferito da uno dei partecipanti, il Pontefice ha lanciato la sua proposta: "A cosa servono i conventi chiusi? Dovrebbero servire per la carne di Cristo e i rifugiati sono la carne di Cristo".      

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