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Bergoglio: "Basta cristiani da salotto"

Il Pontefice su politica ed economia: "Una corruzione tentacolare e il nero egoista hanno assunto dimensioni mondiali. Adesso bisogna cambiare"
di Ignazio Stagno domenica 19 maggio 2013

Jorge Mario Bergoglio

2' di lettura

Papa politico, o politco Papa? Il Pontefice Bergoglio comincia a fare la voce grossa e "detta l'agenda" della politica di casa nostra. E non solo. In un colloquio con alcuni ambasciatori, Papa Francesco ha detto la sua su economia ed evasione fiscale: "Una corruzione tentacolare e un'evasione fiscale egoista hanno assunto dimensioni mondiali". Alla politica il Papa chiede "un coraggioso cambiamento di atteggiamento. È giunto il tempo - ha detto Bergoglio - di un ritorno dell'etica in favore dell'uomo nella realtà finanziaria ed economica". Condizioni precarie - Bergoglio ha dedeicato un pensiero a chi, con la crisi, vive in condizioni precarie: "Vivere in condizioni precarie e di povertà - ha continuato il Pontefice - porta a conseguenze funeste. Va riconosciuto che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continua a vivere in una precarietà quotidiana con conseguenze funeste. La paura e la disperazione - ha denunciato - prendono i cuori di numerose persone; anche nei paesi cosiddetti ricchi, la gioia di vivere va diminuendo, l'indecenza e la violenza sono in aumento, la povertà diventa più evidente". Basta cristiani da salotto -  Ma il vero cambiamento deve venire proprio dalla Chiesa. Secondo il Pontefice i cristiani devono dare un segnale di discontinuità col passato per avviare un rinnovamento nella politica e nella società. "Per cambiare ciò che non va, ci vuole fervore, non basta essere un cristiano da salotto. Ci sono i cristiani da salotto. Quelli educati, tutto bene, ma che non sanno essere figli della Chiesa con l'annunzio e il fervore apostolico necessari. Oggi - ha continuato - possiamo chiedere allo Spirito Santo di dare a tutti noi questo fervore apostolico, di darci la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa, la grazia di andare avanti verso le periferie esistenziali". Bergoglio continua dunque il suo percorso. Dice le cose come stanno e non ha paura delle congiure vaticane. Le parole di oggi arrivano dopo il monito a preti e vescovi: "Siate pastori e non lupi affamati", aveva detto ieri. Ora tocca alla Chiesa rispondere coi fatti. (I.S)

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