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Ilva: Ghini e Talo' (Uilm), trovare giusto compresso tra occupazione ed ambiente

Economia
sabato 21 aprile 2012

2' di lettura

Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - ''Ci dovevamo essere anche noi all'incontro col governo sul futuro ambientale ed occupazionale di Taranto, ma non e' stato cosi'. Ambiente ed occupazione sono una sinergia che va di pari passo se si vuol guardare alla prospettiva di una importante area industriale come quella della citta' pugliese. Purtroppo, oggi le istituzioni locali sono a colloquio col premier a Palazzo Chigi e noi, che rappresentiamo il lavoro, siamo in piazza ad aspettare l'esito dell'incontro. Un paradosso''. Cosi' Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm a margine del presidio dei sindacati metalmeccanici in piazza Montecitorio. ''Lo abbiamo detto piu' volte e lo sosteniamo oggi ancora con piu' vigore -ribadisce Ghini- che lo sviluppo di Taranto non puo' assolutamente prescindere dal futuro dell'industria, a partire dall'Ilva, il piu' grande stabilimento siderurgico europeo. Quindi, per questa realta' e' necessario trovare il giusto compromesso tra ambiente e industria. Cio' puo' avvenire evitando situazioni pretestuose che avrebbero solo il risultato di mettere l'Ilvanelle condizioni di assumere drastiche decisioni a discapito dei livelli occupazionali. La Uilm fara' di tutto per evitare che questo accada e continuera' a sostenere il fattore dell'occupazione come un elemento vitale senza esasperare lo stato delle cose per fini politici o mere ragioni elettorali''. Alle parole espresse dal segretario nazionale della Uilm si unisce anche la voce di quello tarantino, Antonio Talo', anche lui presente nella capitale con una delegazione locale dei metalmeccanici Uil: ''Si deve approntare un piano speciale? Siamo d'accordo- afferma Talo' - ma bisogna avere la capacita' di tenere tutto insieme: il disinquinamento, la salute dei cittadini e l'occupazione. Ci vuole equilibrio e ponderazione perche' esiste futuro solo salvaguardando il lavoro e bonificando l'ambiente. In questo senso occorre perseverare con la politica gia' avviata di ambientalizzazione della fabbrica e aggredendo le situazioni di maggiore criticita' come, ad esempio, il contenimento delle emissioni fuggitive''.

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