Sono sorvegliati a vista in carcere Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto, rispettivamente compagno e padre di Valentina D’Acunto, la madre delle sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate dopo due settimane a Formia, a casa di una parente. I due sono nel carcere di Sulmona, mentre la donna è nella casa circondariale di Teramo. Tutti e tre sono accusati di sequestro di persona aggravato in concorso. Stando a quanto riferito all'Ansa da fonti penitenziarie, i due uomini - 46 e 62 anni - avrebbero l’atteggiamento di chi finisce in carcere per la prima volta e, soprattutto, sembrerebbero “increduli” per l’epilogo della vicenda. Come se non avessero compreso la gravità di quanto fatto.
“Se avessi saputo che la madre stava bleffando, ne avrei dato notizia all’autorità giudiziaria, anzitutto per le bambine”, ha dichiarato l'avvocato di Valentina D'Acunto. Poi, parlando della sua assistita, l'ha definita “una madre apprensiva e amorevole, descritta nelle relazioni come accudente, come una madre non allineata ai diktat dei servizi sociali e poco autoritaria con le figlie”. Infine, ha chiosato: “Non vedo e non sento Valentina da giorni. Ho intravisto il compagno e il padre al loro arrivo in caserma a Formia, la sera del ritrovamento: mi sono sembrati spaventati”.
Di Sarah e Alisya ha parlato invece il loro tutore legale, il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, che all'Ansa ha detto: "Al momento le sorelle si trovano in una casa famiglia, una struttura protetta. Stiamo valutando le azioni da mettere in campo per tutelare i loro interessi, ovviamente in attesa di capire l'evoluzione del tema giudiziario. Le incontrerò nelle prossime ore, dato che prima abbiamo voluto lasciare loro del tempo". Poi, su un eventuale incontro con il padre: "Per il momento non so dare dei tempi ma l'obiettivo, come dice la sentenza del 28 maggio, è il recupero del rapporto con il genitore, e capire come si evolverà la vicenda con la madre. Comunque attiveremo dei percorsi di sostegno, come dice la sentenza che ha riconcesso la responsabilità genitoriale".