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Perugia: 'Terra' pubblica foto cervello Bianzino, 'ora riaprire il caso'

Cronaca
domenica 15 aprile 2012

2' di lettura

Roma, 12 apr. (Adnkronos) - Nuovi particolari sul caso di Aldo Bianzino, il falegname di Pietralunga che per la procura di Perugia, che archivio' l'ipotesi di omicidio, mori' per cause naturali nella prigione di Capanne nel 2007, sul nuovo numero di ''Terra'', in edicola da venerdi'. Il mensile sostiene che ''nelle udienze tenutesi per giudicare la guardia carceraria Gianluca Cantoro, ritenuto responsabile di omissione di soccorso, falso e omissione di atti d'ufficio e condannato a marzo a un anno e mezzo con pena sospesa, sono emerse almeno tre rilevanti evidenze che sostengono la tesi dei famigliari, secondo cui il caso andrebbe riaperto''. Il primo riguarda l'aneurisma cerebrale di cui Bianzino sarebbe morto. ''Tutta l'ipotesi dell'archiviazione - spiega il giornale - si basava sull'esistenza di un aneurisma che venne documentato dai consulenti del pm Anna Aprile e Luca Lalli in una minuta documentazione del 2008, nella quale furono mostrate le parti smembrate del cervello di Bianzino e un'altra immagine di sezione di un cervello con, cerchiata in rosso, la 'malformazione vascolare aneurismatica origine del sanguinamento' (come riportato nella didascalia). Ma recentemente, durante un'udienza, la dottoressa Aprile ha spiegato ai magistrati che i medici legali non avevano '...riscontrato l'aneurisma, ma abbiamo riscontrato dei vasi con delle caratteristiche alterate, che ben si correlano con l'ipotesi di una rottura, diciamo, spontanea'. Insomma quella immagine cerchiata in rosso era nulla piu' che letteratura medica. Il mensile mostra le due fotografie inedite del cervello di Bianzano indicando quale delle due si riferisce in realta' a materiale d'archivio''. Il mensile aggiunge poi due altri ''fatti rilevanti'': ''le rilevazioni mediche accertarono attorno al fegato di Aldo - che appariva 'strappato' dalla sua sede naturale - 280 cl di sangue, un terzo di litro, fuoriuscita dovuta - si disse - alla pressione esercitata durante la rianimazione cardiaca. Ma allora Bianzino era gia' morto e la rianimazione fu eseguita da personale medico professionista. Non vi e' inoltre di quell'intervento sul suo corpo durato almeno venti minuti, nemmeno un fotogramma dal circuito televisivo interno del carcere''.

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