Di santa Maria Goretti c'e n'è stata una, ed era talmente santa che ancora ce la ricordiamo. Ma monsignor Crociata, lancia in resta, dice che lei, la santa, è di buon esempio per tutti: il libertinaggio non è cosa buona e giusta, dobbiamo fare come lei. Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, insomma, ci vorrebbe tutti santi: irreprensibili, casti e puri. Nel pubblico come nel privato. Lo sfoggio di un «libertinaggio gaio e irresponsabile» a cui oggi si assiste, dice il prelato, non deve far pensare che "non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori". A che cosa il prelato si riferisca, se alle vicende di palazzo Grazioli, o altro, non è dato sapere. La sinistra però farebbe bene a interrogarsi sulla inquietante identità di vedute con la Curia.