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Bimbo paralizzato cammina

davanti alla tomba di Wojtyla
di Albina Perri sabato 4 aprile 2009

2' di lettura

Giovanni Paolo II moriva quattro anni fa. Ci si ricorda il vento, il giorno del funerale, che sfogliava la Bibbia. Oggi Benedetto XVI, affiancato dal cardinale di Cracovia, Stanislao Dziwiscz, segretario personale di Wojtyla per decenni, ha detto una Messa per lui. A quattro anni da quella sera di aprile, la causa di beatificazione del papa polacco, avviata subito dopo la morte senza aspettare i 5 anni canonici, si avvia verso una sua conclusione in tempi relativamente brevi. I polacchi sperano di vedere il loro «eroe» agli onori degli altari per il quinto anniversario della scomparsa. L'ultimo miracolo- E si moltiplicano le storie di miracoli fatti dal papa dopo la morte. L'ultimo risalirebbe appena a qualche giorno fa, proprio davanti alla sua tomba. Un ragazzino di nove anni paralizzato per colpa di un cancro al rene, si sarebbe alzato dalla carrozzina, uscendo da piazza San Pietro sulle sue gambe. L'arcivescovo di Cracovia ed ex segretario di Wojtyla, cardinal Stanislaw Dziwisz, lo ha raccontato in tivù, in un'intervista a Sky Tg24:  "Io - ha detto il porporato - sono stato personalmente testimone di tante grazie, non li chiamo miracoli, fatte da Giovanni Paolo II. Soprattutto su malati di tumore. E c'è un episodio, accaduto in questi giorni, che mi è stato raccontato. Proprio nei giorni che precedono la celebrazione del Quarto anniversario dalla morte, un ragazzo polacco di 9 anni, di Danzica, malato di tumore, appena uscito dalla Basilica di San Pietro, ha detto ai genitori, stupiti: "Io voglio camminare". Si è alzato, e ha iniziato a camminare". Il precedente a Cleveland- Il ragazzino non è solo. Un uomo di 26 anni di Cleveland, ferito gravemnte alla testa durante una rapina, è sopravvissuto dopo avere ricevuto un rosario benedetto da papa Giovanni Paolo II e il Vaticano sta indagando se la guarigione possa essere attribuita a un miracolo. La ferita inferta a Jory Aebly «era stata giudicata letale» dai medici del Metro Health Medical Center, ha riferito la rete tv Abc sul suo sito online, ma martedì l'uomo è stato dimesso dall'ospedale e in una conferenza stampa Robert Geertman, un neuroochirurgo che lo ha avuto in cura, ha definito la guarigione «una specie di miracolo». Era stato il cappellano dell'ospedale, Art Snedeker, a dare a Aebly il rosario benedetto da papa Wojtyla subito dopo il ricovero. «Il papa mi aveva fatto promettere di pregare per i pazienti del'ospedale e mi aveva dato una decina di rosari benedetti per i casi più speciali», ha detto padre Snedeker.

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