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Clandestini, Maroni ai giudici:

legge c'è, reato non applicarla
di Francesco Specchia sabato 26 settembre 2009

2' di lettura

La questione immigrati continua adessere al centro della scena politica. E sulla questione clandestini erespingimenti torna oggi a parlare il ministro dell’Interno Roberto Maroni. “La politica dei respingimenti continuerà”, ha assicurato ilcapo del Viminale, “perché funziona. Gli sbarchi sono diminuiti del 90%, in estatesono passati da 15mila a meno di 1.500”.E a proposito delle accuse e delle critiche che gli sono state rivolte dall’opposizione,replica duro: “La sinistra prima ci accusava di non avere impedito gli sbarchie adesso ci accusa di sbagliare politica con i rispingimenti. O sonoschizofrenici oppure vogliono fare una politica delle porte aperte”, ha concluso Maroni che ha poi ribadito che “il  governo e la maggioranza nel campo dellasicurezza hanno mantenuto tutti gli impegni” e ha garantito che continuerà “inquesta direzione, non perché lo vuole il ministro dell’Interno, ma perché lovuole tutta la maggioranza. Le leggi vengono fatte dal Parlamento e lamagistratura deve applicarle - continua il numero uno del Viminale - ovvio chequalunque cosa si faccia c’è sempre qualcuno che è contrario. È, però, stranoquando a dire queste cose sono i magistrati". Per quanto riguarda poiil “reato di immigrazione clandestina”, prosegue il ministro, "è moltochiaro: anche un bambino di sei anni lo capirebbe. Non posso accettare che unmagistrato interpreti la legge in questo o quel modo. Qualunque cosa facciamo -ha sottolineato - c'è sempre qualcuno che critica. Che a ipotizzare chequalcosa non vada bene siano i magistrati, mi stupisce". Quanto ai risultati della lotta alla criminalità, parlando alla Festa delPdl a Milano Maroni sottolinea come "i mafiosi sono incazzati con noi e ci minacciano. Non c'é infatti una stagione migliore per irisultati come quella del governo Berlusconi. Non c'é un periodo piùfelice nella lotta alle cosche mafiose". "Ogni giorno - ha proseguito -arrestiamo tra gli otto e i dieci mafiosi e nel periodo del governoBerlusconi alle cosche mafiose sono stati sequestrati beni per 4,3miliardi. Prima i miliardi sequestrati in un anno erano 1,5".  

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