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Strappo tra governo e regioni

per i tagli del decreto anticrisi
di Michelangelo Bonessa sabato 8 agosto 2009

2' di lettura

 Non è andato benel'incontro di ieri sera a Palazzo Chigi tra il presidentedel Consiglio, Silvio Berlusconi, e i governatori regionali.Dopo lo strappo dei giorni scorsi su Sud, fondi Fas e pattodella salute, ieri si sono aggiunte le critiche per i taglidel decreto legge anticrisi al fondo farmaci e al fondosociale. "La rottura è confermata", ha detto il presidentedella conferenza delle Regioni, Vasco Errani ieri sera altermine dell'incontro, e ha chiesto al premier diintervenire sulla manovra con il decreto correttivo, inparticolare sui tre articoli che tagliano 800 milioni aifondi dei farmaci, 300 milioni al fondo sociale e azzeranoil fondo per la non autosufficienza. Nessun accordo nemmeno sul Piano salute 2010-2011. Le risorse, per Errani, “sono sottostimate e mi piace sottolineare che per parte nostra abbiamo offerto al governo la nostra disponibilità a rivedere il Piano anche per il periodo 2010-2013. Infine, la Conferenza ha chiesto “un atteggiamento più coerente” con le Regioni commissariate per i deficit accumulati sul fronte sanitario. Il governo: pronti a collaborare - Da parte sua il premier Silvio Berlisconi ha rilanciato facendo leva sugli accordi ''raggiunti nei mesi scorsi su questioni come il Piano Casa e gli ammortizzatori sociali. Vogliamo tornare a quel periodo di collaborazione, da parte nostra c'è tutta la disponibilità a riprendere il dialogo''. Gli ha fatto eco il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto: ''Sui temi sollevati dalle Regioni il governo ha preso un impegno preciso. Il 3 o il 4 settembre ci rivedremo. Ora non poteva che essere un appuntamento interlocutorio''. "Impreparati" - Ma dove il governo parla di collaborazione, i governatori rispondono manifestando insoddisfazione per l'esito della riunione. ''Di positivo c'è solo che il filo del dialogo viene tenuto in vita fino al 4 settembre'', ha affermato il presidente del Lazio Piero Marrazzo. ''Noi siamo stati rinviati a settembre, ma impreparati sono solo loro'', ha invece sintetizzato Maria Rita Lorenzetti, che guida la giunta umbra. E il pugliese Nichi Vendola ha accusato il governo ''grande confusione''. Non si è sbilanciato il governatore abruzzese Gianni Chiodi: ''Ci vuole maggiore dialogo tra governo e Regioni''.

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