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Lippi alle primarie del Pd

"Mai più allenatore di un club"
di Carlotta Clerici sabato 29 agosto 2009

2' di lettura

Non solo calcio per il ct della Nazionale Marcello Lippi. Che dopo le esternazioni sulla Juventus come possibile vincitrice del campionato che hanno tanto fatto infuriare Mourinho, ecco che l'allenatore di Viareggio scende in campo parlando di politica: "Certo che andrò a votare alle primarie del Pd, ma non le dico perchi". Lippi si schiera dunque apertamente con l'opposizione, e lo fa intervistato da Klaus Davi nel corso di una puntata dellatrasmissione tv web 'KlausCondicio', in onda su YouTube, non lesinandoanche ragionamenti e riflessioni sullo stato della sinistra. "Le primarie - ha dettoLippi - sono un momento importante e fondamentale. Il Pd staattraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importantepartecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere ilpartito impegnatissimo a cercare di trovare un'unità d'intenti, unacompattezza, e a incrementare la propria forza. Lo vedo moltodeterminato in questo grazie anche all'ausilio di forze nuove». Quantoai candidati alla segreteria nazionale e agli altri leader del Pd, ilct ha aggiunto: «Ignazio Marino l'ho conosciuto e mi sembra una personaseria. Dario Franceschini non lo conosco. Nel Pd, poi, conosco ancheVeltroni, che rimane una grande risorsa. Mi sembra una persona moltoseria che vive questa sua tradizione famigliare con grande orgoglio. Èun uomo che fa tante cose, ma non saprei dire se la sua stagionetornerà". Pro inno di Mameli - A chi sostiene che l'Inno di Mameli andrebbe sostituito, Lippi replica: "Ci sono tante canzoni nazional-popolari, ma per gli italianil'inno è quello di Mameli. A me emoziona. Bossi ritiene che debba essere cambiato? Non dico che sbagli, ma io, ogni volta che ascolto leprime note, avverto un qualcosa dentro e provo una bellissima sensazione». Il ct è convinto che, prima o poi, anche la Nazionale azzurra diventerà multietnica. «Piano piano ci arriveremo anche noi. È inevitabile. Adesso forse non siamo ancora pronti per questo livello di integrazione", dice. "Guardo, ad esempio, alla Germania, che recentemente ha vinto il campionato europeo under 21 con una squadra composta in gran parte di oriundi. Se pensiamo a quella che invece sognavano qualche anno fa da quelle parti...». Lippi, tuttavia, precisa che «un conto è nascere in Italia, altro arrivarci perchè magari si aveva una nonna che vi abitava e, attraverso la quale, si poteva avere il passaporto. Nascere in Italia, figlio di uno che è arrivato in Italia, è, invece, un pò diverso. Vuol dire essere italiano a tutti gli effetti". Mai più in un club - “Lo dico ufficialmente.Dopo l'esperienza della Nazionale non mi vedrete mai più allenare un club”.Marcello Lippi, sfronda il futuro dalle voci di un suo ritorno in panchina dopol'esperienza da ct dell'Italia alla trasmissione web Klauscondicio: “Oggi comeoggi, non riuscirei, subito dopo una partita che magari non è andata bene astare per un'ora e mezza a rispondere alle domande dei vari opinionisti. Non cela farei: sarebbe più forte di me”.

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