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Napoli, ancora proteste in aria

4 operai sul Maschio Angioino
di Michelangelo Bonessa sabato 29 agosto 2009

2' di lettura

 Tutti su qualcosa. La protesta in Italia è diventatavolante: dopo l'happy end della Innse, chiunque abbia qualcosa da rivendicare,sale. Gli ultimi sono a Napoli: quattro operai sono saliti sulla torre centraledel Maschio Angioino a Napoli, e minacciano di darsi fuoco e di lanciarsi disotto se non otterranno nuovamente un contratto di lavoro all'interno deltermovalorizzatore di Acerra. I lavoratori, licenziati il 1 agosto, insieme adun'altra trentina di persone dalla Elettra, società che gestiscemomentaneamente l'impianto di incenerimento dei rifiuti, hanno lasciato ilpresidio davanti al termovalorizzatore, dove da oltre 15 giorni stavanoattuando uno sciopero della fame, per protestare a Napoli. Quattro degli ottooperai licenziati sono saliti sulla torre del Maschio Angioino, mentre altriquattro stanno effettuando un volantinaggio nei pressi del monumento."Rivogliamo il nostro lavoro - hanno spiegato - nessuno, in questi giorni,ci ha prestato attenzione. Siamo disperati e disposti a tutto, anche alanciarci di sotto". Nei giorni scorsi gli operai fecero anche un appelloal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "testimone, secondo ilavoratori, della professionalità mostrata" Salerno-I penultimi gru-maniaci si erano visti a Salerno. I precari di una scuola sono salitisul tetto dell'ufficio scolastico provinciale, a Fuorni. Si sono appollaiati insette, mentre giù è si è svolto un incontro tra una delegazione sindacale dibase con il direttore dell'ufficio scolastico provinciale. La protesta era nataper il taglio di 2000 posti previsti nella sola provincia di Salerno delpersonale docente e non docente nelle scuole di ogni ordine e grado. Ragione ono, salire a protestare è il nuovo tormentone. Pure gli imprenditori - Dopo laInsse e i gladiatori al Colosseo, l'altro giorno aveva espresso la propriacontrarietà salendo sulla gru di un cantiere di via Livorno, a Sesto sanGiovanni,  pure un imprenditore: il responsabile del cantiere. Ce l'avevacon il ritardo di sette mesi di pagamenti. È sceso solo quando gli hannopromesso di discutere la questione. La protesta della gru, insomma, tira efunziona. Aggirati i sindacati, ognuno si fa la contrattazione per aria.E'  la nuova frontiera della lotta operaia e non. O la si stronca, o saràla jungla.

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