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Pioggia di stelle nella notte di San Lorenzo

Un desiderio: vincere al Superenalotto
di Silvia Tironi domenica 16 agosto 2009

2' di lettura

“San Lorenzo, io lo soperché tanto / di stelle per l'aria tranquilla / arde e cade, perché si granpianto / nel concavo cielo sfavilla”. Recita così la poesia San Lorenzo diGiovanni Pascoli, ambientata la notte delle stelle cadenti. Naso all’insù, dunque,questa notte, come accade da tempi immemori. Alla caccia di una stella cadente,per poter esprimere un desiderio. E quest’anno, c’è da scommetterci, undesiderio su tutti sarà espresso. Quello di “vincere il Superenalotto”: il cuijackpot, domani, raggiungerà il record storico di 127milioni di euro. Ma lapioggia di meteore, rassicurano gli esperti, non sarà limitata alla notte del10 agosto, quella dedicata cioè a San Lorenzo. Il ‘pianto di stelle’, iniziatodolcemente a fine luglio, terminerà oltre il 20 agosto, anche se il piccomassimo sarà registrato tra il 10 e il 13, quando si potranno scorgere fino a uncentinaio di meteore all'ora. Superenalotto immorale - E mentre il jackpot fa impazzire milioni di scommettitori, ariva il nuovo attacco della Chiesa: "Il gioco d'azzardo èimmorale perchè il denaro diventa una sorta di Dio, fra l'altro l'unico che ci guadagna con il gioco d'azzardo è lo Stato; inoltre più che di una vittoria spesso si tratta di una disgrazia perchè si rischia di lasciarsi travolgere dall'euforia e di fare scelte sbagliate". Lo afferma mons. Domenico Segalini, vescovo di Palestrina e segretario della Commissione episcopale per le migrazionii. "Abbiamo tutti - ha detto il vescovo ai microfoni della Radio Vaticana - il desiderio di gratuità. Oserei dire che delle volte questo desiderio è quello di un 'dio' che ci dà tutto senza che ce lo meritiamo. Evidentemente questa forma è un'idolatria, perché non ci rivolgiamo a Dio ma ai soldi. Anche qui, come sempre, bisogna averesaggezza. Si deve avere il coraggio e lo deve avere anche lo Stato, proprio perchè c'è una crisi economica, di non calcare eccessivamente la mano su tutta questa proposta".E mentre il monsignor predica, c'è chi, all'interno della Chiesa e secondo le sue parole, razzola davvero male. Perché al Superenalotto, lo ricordiamo, gioca anche il Vaticano (ci scusiamo per la rima fastidiosa). Come avevamo già scritto alcuni giorni orsono, il super jackpot  è una 'tentazione' cui nonsfuggono nemmeno i religiosi. Nelle adiacenze di San Pietro, nelpopolare rione di Borgo Pio, non mancano infatti i sacerdoti chesfidano la sorte e pregano la Dea bendata. Lo racconta il gestore di una ricevitoria. Al momento nessuo diloro ha mai vinto nè premi importanti nè premi istantanei, rivela ilrivenditore, e non hanno mai fatto nemmeno un '3. Ma la speranza, sisa, è l'ultima a morire...

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