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Sub ucciso, cartello del fratello

"Non ti perdono, costituisciti"
di Michelangelo Bonessa domenica 16 agosto 2009

2' di lettura

 “Lo conoscevamo tutti. Una barca l'ha ammazzato.Costituisciti. Io non ti perdono”. È questa la scritta che campeggia su uncartello affisso sulla saracinesca del bar di Stefano Ferri, il sub uccisonel genovese dall'elica di un'imbarcazione che sembra essere svanita nel nulla. Adaffiggerlo è stato il cognato della vittima, Cristian Ceccantini, che sotto lascritta ha aggiunto il suo nome e cognome e numero di cellulare, nella speranzache un testimone o la stessa persona che era alla guida dell'imbarcazione sifacciano avanti. E qualcuno, il proprietario di uno stabilimento balneare dellazona dove Stefano Ferri è stato trovato morto, lo ha già chiamato per farpresente che molti bagni hanno le webcam puntate sul mare e che qualche tracciadel passaggio delle barche nel pomeriggio di martedì (arco temporale a cuiviene fatta risalire la morte) potrebbe essere rimasto nei computer. Lacaccia al ‘pirata’ – “Ora farò il giro degli stabilimenti pervedere se riesco a trovare qualche traccia”, afferma Ceccantini che sottolineadi “avere fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e nella giustizia”, maspera che sia il pilota dell'imbarcazione a costituirsi “in quel caso sonopronto a stringergli la mano». «Chi ha colpito Stefano non può non essersiaccorto”, prosegue il cognato della vittima che parla di “pirata del mare” e di“omissione di soccorso” e sottolinea: “Stefano aveva il cranio devastato, leossa del braccio destro rotte, l'addome dilaniato, ho parlato con personeesperte e anche loro mi hanno confermato che chi lo ha colpito non può nonessersi accorto”. La moglie di Ferri, Monica Ceccantini, rimasta con una bambinadi due anni e tre mutui da pagare, ha trascorso la notte insonne, mentre gliabitanti del quartiere di San Desiderio, un piccolo centro sulle alture dellevante genovese, hanno stretto la famiglia in un affettuoso abbraccio. Sulfronte delle indagini intanto, dalla capitaneria di porto di Camogli spieganoche “gli accertamenti sono in corso”. Si cerca l'elica del motore che ha uccisoil sub, con l'aiuto dei sommozzatori, ma anche controllando tra le barche insecca. Intanto ci si chiede che fine abbia fatto il pallone segnalatore cheFerri portava sempre con sè dato che non è stato trovato in nessun luogo, “nè acasa, nè nella sacca, nè nel furgone, nè addosso al sub”.  

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