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La Guzzanti offese il Papa

Il pm chiede il processo
di Albina Perri venerdì 12 settembre 2008

2' di lettura

Se l'era presa con la Carfagna, quel giorno, ma pure col Papa. Sabina Guzzanti ora potrebbe pagarla: la procura di Roma, infatti, chiederà al ministro della giustizia di procedere contro di lei, indagata per vilipendio nei confronti del Papa, per quel che disse l'8 luglio scorso durante la manifestazione «No Cav Day» in piazza Navona. Il pm Angelantonio Racanelli ha invece chiesto al gip di archiviare la posizione di Beppe Grillo che, sempre nella stessa manifestazione, aveva sarcasticamente criticato il comportamento del presidente della Repubblica in relazione alla firma del cosiddetto Lodo Alfano. Per quanto riguarda Grillo la procura ha ritenuto che esisteva il diritto di satira. Al vaglio del procuratore Giovanni Ferrara e del pm c'erano i filmati degli interventi, tra gli altri, di Sabina Guzzanti e Beppe Grillo, fatti durante la manifestazione. Sarà poi il ministro della Giustizia adesso a dover autorizzare, secondo quanto previsto dall'articolo 290 del codice di procedura penale, lo svolgimento delle indagini nei confronti di Sabina Guzzanti. Nessuna denuncia, o querela di parte, è invece giunta in procura  dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Nel caso del ministro per procedere l'autorità giudiziaria deve essere sollecitata da una querela. Non è d'accordo con i suoi ex colleghi Antonio Di Pietro, per il quale la Gauzzanti avrebbe solo fatto cabaret.  «L'onore ed il prestigio del Pontefice - al quale va il mio massimo rispetto - a mio avviso, non sono calpestati dalla satira della Guzzanti che, proprio in quanto satira, va presa per quel che è», ha detto infatti Tonino.  «L'offesa - ha proseguito - arriva tutti i giorni da coloro che predicano bene e razzolano male, che corrompono i testi ai processi e poi vanno a baciare la mano al Pontefice, che rubano e non vogliono farsi giudicare, che vanno a messa la domenica e ai bordelli il lunedì, che danno Gesù Cristo sull'altare e si prendono i bambini in sacrestia. Guzzanti è invece solo una donna libera, che ha liberamente espresso il suo pensiero. Si può condividere o non condividere, e neanche io l'ho condiviso quel giorno, ma solo ai tempi dell'olio di ricino chi la pensava diversamente finiva in galera. Ma si sa - conclude Di Pietro - essere una donna libera ai giorni nostri è un reato».

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