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Coronavirus, bar in rivolta: niente caffè al banco anche in zona gialla. "Incomprensibile, ancor più restrizioni"

La zona gialla, che verrà scongelata a partire da lunedì 26 aprile, non sarà uguale per tutti. Soltanto bar e ristoranti con spazio all’aperto potranno, infatti, far sedere al tavolo i clienti. Chi ha solo spazi al chiuso dovrà arrangiarsi. Neanche consumare al banco sarà possibile. Col risultato che i locali privi di verande e dehors si troveranno praticamente in zona arancione, nonostante il passaggio nella fascia gialla.

 

 

 

Ecco perché le categorie interessate si sono fatte sentire. “Decreto riaperture? Un nome fuorviante, visto che il provvedimento, per i bar, si traduce in realtà in un inasprimento delle restrizioni – si è sfogato il presidente Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri -. Di fatto da lunedì, per le imprese senza posti all'esterno sarà di nuovo zona arancione anche in zona gialla, visto che si impone il divieto di consumo all'interno dei locali, nemmeno in piedi al banco, fino a giugno”.

 

 

 

Secondo il portavoce degli esercenti, quindi, il provvedimento è incomprensibile e andrebbe rivisto. Banchieri, inoltre, denuncia anche un grave ritardo: “La norma è stata specificata con grave ritardo da una circolare del Ministero degli interni resa pubblica ad appena due giorni dalla supposta ripartenza”. Questa non è stata l'unica polemica sul decreto Covid approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Forti discussioni sono nate anche sulla misura del coprifuoco, che resta fissato alle 22, nonostante la richiesta della Lega di farlo slittare alle 23. A far infuriare i commercianti, poi, è stata anche la decisione di tenere chiusi i centri commerciali nel weekend, anche se nelle prime bozze del decreto era prevista una loro apertura a partire dal 15 maggio anche nei fine settimana.