In che mani siamo

Covid, gli errori sul modulo per entrare in Italia: il caso che imbarazza Roberto Speranza, ecco cosa rischiamo

Il Passenger Locator Form (Plf) è quel documento che devono compilare tutti i viaggiatori in arrivo in Italia. Aereo, nave, bus, auto privata. Oltre a mostrare il green pass, dallo scorso aprile, biosgna sottoscrivere questo modulo nato per rintracciare infetti e contatti stretti in caso di focolaio Covid. Ma si è scoperto che il documento ha due enormi falle, che rischiano di renderlo inutile se non pericoloso, sottolinea il Giornale. L'ennesimo caso, insomma, riferibile al ministero della Salute, ossia a Roberto Speranza, che associa il suo nome a un nuovo disastro.

Il modulo digitale risulta “completo” solo per chi approda in Italia con un aereo. Il sistema chiede di indicare destinazione, nome della compagnia, numero del volo, data e aeroporto di partenza e sbarco. Tutto tracciato, come da decreto ministeriale. "I problemi però insorgono altrove: chi sceglie di farsi una vacanza arrivando in nave, traghetto, autobus o auto, infatti, può far perdere tranquillamente le proprie tracce senza neppure rischiare una denuncia per falsa dichiarazione", rivela il Giornale.

 

 

Secondo il Plf, il viaggiatore deve presentare un certificato che attesti “una delle seguenti condizioni” tra avvenuta vaccinazione, guarigione e un “tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore” precedenti alla partenza. L'ultima ordinanza di Speranza, invece, non dice questo. Insomma una nuova maldestra gestione da parte del ministro della Salute. Se a questo ci si aggiunge che in aeroporto il controllo del Plf è demandato alle compagnie aeree, si capisce che c'è un rischi contagi che può preoccupare l'Italia.. La verifica, riferiscono al Giornale alcuni viaggiatori, avviene a caso: a volte viene chiesta, "e non sono pochi i passeggeri rimasti a piedi per essersi dimenticato di compilarlo; molte altre volte si preferisce chiudere un occhio". Dal ministero per ora nessun commento, ma l'episodio porta acqua al mulino di chi, come Fratelli d'Italia, chiede le dimissioni del ministro.