L'analisi

Samarate, il retroscena che spiega tutto: perché Maja ha preso a martellate la famiglia

Il delitto di Samarate è ancora tutto da spiegare. Alessandro Maja, l'uomo che quasi sterminato tutta la sua famiglia, adesso deve spiegare cosa è scattato nella sua testa la notte in cui ha deciso di prendere a martellate la moglie e i figli. Subito dopo l'arresto, l'uomo ha affermato che di fatto dopo aver cenato tranquillamente e dopo aver salutato i suoi familiari che andavano a dormire, è rimasto da solo. A quanto pare si sarebbe sentito male, così racconta, sarebbe stato assalito da una irrefrenabile frenesia agitatoria che di fatto avrebbe scatenato la furia omicida. L'uomo avrebbe pensato in modo ossessivo ai debiti e alla sua situazione professionale, strettamente legata a quella lavorativa.

 

Subito dopo, col passare di qualche minuto, l'uomo avrebbe maturato un impulso omicida dettato da una forte aggressività. A quel punto avrebbe impugnato il martello per colpire in testa i suoi familiari. Poi, dopo aver compiuto la strage, sarebbero arrivati i sensi di colpa. Al punto che lo stesso Maja avrebbe imbracciato un trapano per colpire sè stesso. L'uomo non è riuscito nell'intento di uccidersi, ma si è procurato solo delle ferite.

 

A rendere il quadro dell'omicidio inquietante è l'uso del martello come arma del delitto. Si tratta, come ricorda Virgilio.it, di un spontaneus domestic homicide, vale a dire dell’omicidio plurimo estemporaneo, improvviso, di tipo repentino e non programmato. Inoltre l'uso del martello segnala anche la carica interiore di rabbia e di violenza esplosiva. Ora le perizie psichiatriche dovranno chiarire nel dettaglio il movente. Ma a quanto pare si tratta di un vero e proprio raptus dettato dai problemi finanziari dello stesso Maja.