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Tessera sanitaria, scoppia il caos: ecco cosa non si può fare più

"La nuova tessera sanitaria senza il microchip, con il conseguente blocco degli accessi ai suoi servizi online, rischia di rallentare pericolosamente il percorso di digitalizzazione della sanità". L'allarme è di Barbara Cittadini, presidente dall'Aiop (che rappresenta 574 strutture ospedaliere con 63 mila posti letti e oltre 12 mila medici). Intervistata da Umberto Mancini per il Messaggero sui disagi sempre più pesanti che si trovano ad affrontare i cittadini che non possono più accedere a una serie di servizi pubblici on line, come le visite specialistiche o l'ingresso sulle piattaforme della Pa con la firma digitale, la Cittadini punta l'indice contro il Ministero della Salute e il Mef: "Non hanno trovato altro di meglio che giustificare questa decisione con la difficoltà di disporre dei materiali necessari per la realizzazione dei circuiti integrati. Non ci sembra che siano state cercate altre strade per evitare il depotenziamento di uno strumento ormai fondamentale nella vita dei cittadini". 

 

 

Per la presidente dell'Aiop "l'Italia ha bisogno di un Servizio Sanitario Nazionale moderno, efficace, tecnologicamente avanzato e soprattutto digitalizzato, ma simili provvedimenti mortificano lo sviluppo e il progresso: esattamente il contrario di quanto occorre fare". E in effetti, puntualizza Umberto Mancini, è stato proprio un decreto del governo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 giugno, a stabilire che le tessere sanitarie possono esser stampate e distribuite ai cittadini anche senza il cuore elettronico. Il problema è, come noto, la mancanza di semiconduttori, che da mesi affligge l'industria e in questo caso colpisce uno snodo cruciale della pubblica amministrazione. Il microchip è infatti l'elemento chiave che consente alla tessera Sanitaria di evolvere in Carta nazionale dei servizi, diventando così uno "strumento di identificazione in rete" che permette di fruire dei servizi della Pa. Senza il microchip, dunque, questa evoluzione resta sulla carta.