Uno dei moventi principali del delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia, potrebbe crollare definitivamente. La teoria di una violenta lite tra la vittima e il fidanzato Alberto Stasi – condannato in via definitiva a 16 anni – scoppiata la sera prima per il ritrovamento di foto pornografiche sul suo computer, appare oggi priva di fondamento tecnico.Analisi informatiche, già disponibili dal 2014 ma marginalizzate durante l’appello bis, dimostrano che Chiara, la sera del 12 agosto tra le 22:09 e le 22:14, utilizzò il pc di Stasi mentre lui era uscito con il cane. In quei cinque minuti la ragazza inserì una chiavetta usb, trasferì 287 foto della recente vacanza a Londra e ne visionò alcune, tra cui innocue immagini di un cagnolino.
Nessuna traccia tecnica indica l’apertura della sottocartella “militare” contenente i file hard.I periti Roberto Porta e Daniele Occhetti, consulenti fin dal 2009 e recentemente intervenuti a Zona Bianca, confermano: Chiara navigò in modo ordinario, senza accedere ai contenuti compromettenti. La perizia, decodificata dalla Procura di Milano, esclude dunque che quella sera possa essere scoppiata una discussione per quel motivo.
La Cassazione aveva citato la presunta lite come possibile movente, basandosi su elementi indiziari mai supportati dai log del computer. Inoltre, danni involontari provocati dai carabinieri durante i sequestri resero irrecuperabili alcuni dati, complicando ulteriormente le verifiche.Oggi, a quasi vent’anni dal delitto, questi dettagli – rilanciati anche a Mattino5 – gettano nuova luce sul caso, suggerendo che il movente della gelosia per le foto hard sia più una narrazione mediatica che un fatto accertato, rafforzando i dubbi di chi considera Stasi innocente.