Il caso dell'omicidio di Anguillara Sabazia di fatto si arricchisce ormai ogni giorno di dettagli inquietanti. Dettagli che dipingono il killer, Claudio Carlomagno, come un uomo spietato e capace di gesti francamente incompressibili anche dopo aver ucciso con 23 coltellate la moglie. Come riporta il Corriere c'è un passaggio nella sua deposizione davanti agli inquirenti che lascia piuttosto perplessi.
Carlomagno sostiene che il padre (al centro delle indagini per quei nove minuti di presenza fuori dal cancello della villa quando Federica era già morta) era andato a restituirgli delle chiavi, ma che lui non ha sentito il telefono e che il citofono era fuori uso. Spiega il ritorno a casa a metà mattina con l’esigenza di prendere il portafogli che aveva dimenticato, salvo accorgersi di averlo in tasca: "Non sono entrato, ma ho giocato con il gatto in cortile".
Dunque, se le parole di Carlomagno fossero vere, di fatto averbbe "giocato" col micio dopo aver crivellato di coltellate la moglie e aver cercato di seppellirla in modo maldestro in un terreno vicino al luogo dove lavorava e dove c'era la sua azienda. Da questa deposzione viene fuori il ritratto di un uomo a quanto pare privo di scrupoli. Senza poci considerare il fatto che per tre giorni ha dormito col figlio di dieci anni a cui aveva appena ammazzato la madre. E dopo l'omicidio, Carlomagno sarebbe anche andato a prenderlo a scuola. Altri dettagli probabilmente verranno fuori nei prossimi giorni. Ma di certo le indagini in questo momento sono concentrate su un sospetto più che legittimo: chi ha aiutato Carlomagno a fare tutto ciò? A seppellire la moglie in così poco tempo?