"Decisione razzista". Il fratello di Adamo Massa, il ladro rom ucciso mentre rubava in una villetta di Lonate Pozzolo, si ribella alla decisione del questore di Torino. Massimo Gambino, infatti, ha disposto che i funerali (si stanno svolgendo a Nichelino, nel Torinese) fossero celebrati in forma privata per ragioni di ordine e sicurezza. La decisione ha però sollevato le polemiche. "Era un cittadino italiano, come tutti noi. Chiediamo solo umanità nei suoi confronti, un funerale degno per lui che era credente. Non permetterci di farlo è razzismo: siamo sinti, non bestie - ha detto il fratello di Adamo -. Era una persona umile, l’avevo sentito qualche giorno prima della sua morte. Ha commesso uno sbaglio? Perché non possiamo fargli il funerale? Siamo esseri umani".
E a lui ha fatto eco Aizo, l'associazione italiana Rom e sinti. "La comunità non è solo addolorata ma si sta chiedendo il perché di questa comunicazione. Per tradizione la comunità si riunisce in occasione della perdita di uno o una di loro e la vicinanza è sacra in queste occasioni. La numerosità non determina pericolosità, ma segno di rispetto". Secondo quanto stabilito, la messa funebre si tiene nella cappella del cimitero con la sola presenza dei familiari più stretti, seguita dalla sepoltura, e si svolge in mattinata e non nel pomeriggio, come invece era stato chiesto. In origine era previsto un funerale secondo le tradizioni della comunità, con un corteo da Collegno a Nichelino e la messa nella parrocchia di San Vincenzo de' Paoli. In arrivo da tutta Italia, in ogni caso, mille sinti.
Adamo Massa viveva nel campo nomadi di corso Unione Sovietica, a Torino. Aveva una moglie e tre figli. Era già noto alle forze dell'ordine per precedenti arresti e una condanna definitiva nel 2021 per rapina e furti. Il 37enne è stato ucciso dopo essere entrato con un complice in una villetta a due piani di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, con l'intento di svaligiarla. All'interno dell'abitazione si trovava Jonathan Rivolta, 33 anni, ricercatore universitario, che ha reagito all'intrusione e all'aggressione armato di coltello. Massa, colpito da due fendenti, era poi morto all'ospedale di Magenta (Milano), dove i complici lo avevano abbandonato durante la fuga.