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Askatasuna, "obbligo di firma in base alle sue esigenze": scandalo in magistratura

di Redazione giovedì 12 febbraio 2026

2' di lettura

Due obblighi di firma e il terzo ai domiciliari: questi i provvedimenti per i tre arrestati dopo gli scontri del 31 gennaio scorso alla manifestazione pro-Askatasuna a Torino. Provvedimenti che continuano a far discutere. Anche se nelle ordinanze si afferma la sussistenza delle esigenze cautelari, si riconosce l’inserimento in un’azione corale violenta, si integrano aggravanti legate al contesto, per la scelta della misura cautelare ci si sarebbe basati su altri fattori: incensuratezza, giovane età, assenza di precedenti specifici, mancato travisamento, assenza di strumenti di protezione. 

A far discutere, in particolare, come si legge sul Tempo, è un passaggio dell'ordinanza relativa a Matteo Campaner, uno dei tre arrestati: per lui il gip applica l’obbligo di firma quotidiano nella stazione dei Carabinieri "in orari che verranno concordati con la predetta P.G., compatibilmente con le esigenze personali del sottoposto". Un passaggio duramente criticato dall’ex pm di Torino, Antonio Rinaudo, che al Tempo ha detto: "Come lo controlli? Nell’arco della giornata può andare a Roma e ritornare nella notte. Per impedirgli di partecipare ad altre manifestazioni, tenuto conto che è un soggetto pericoloso, serve il braccialetto elettronico". 

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Rinaudo, poi, ha espresso delle perplessità anche su un altro passaggio dell'ordinanza, dove Campaner viene descritto mentre lancia "ripetutamente sassi e petardi" verso lo schieramento delle forze dell’ordine, a distanza ravvicinata e, una volta bloccato, mentre "opponeva resistenza con forza, scalciando e tirando pugni". Tuttavia, si legge che "il livello di offensività della sua condotta risulta allo stato comunque contenuto", dal momento che nessuno degli operanti "veniva attinto o comunque ferito". "Il fatto che abbia sbagliato la mira e non sia stato in grado di ledere diventa un elemento attenuante tale da sminuirne la tua pericolosità?", si è chiesto l'ex pm. Che infine ha aggiunto: "Il fatto che non abbia colpito nessuno ben venga. Ma potenzialmente il lancio di uno di quegli oggetti, qualora avesse colpito una parte vitale, avrebbe potuto costituire un’ipotesi ben più grave". 

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