A Mattino 5, nella puntata in onda mercoledì 18 febbraio, i carabinieri che sono entrati nella villetta di Garlasco la mattina del 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi è stata uccisa. "Quella mattina ero di riposo ma sono stato contattato dai colleghi per fare delle foto" spiega l'ex Maresciallo dei Carabinieri Roberto Pennini nello studio di Federica Panicucci.
"Andai quindi in caserma per prendere due macchine fotografiche: una analogica e una digitale. Arrivato in via Pascoli trovai Alberto Stasi poggiato su un muretto con un collega, mi sembrava abbastanza normale. All'interno del cortile c'era il personale del 118 e il medico che aveva appena fatto l'accesso, ho chiesto loro guanti e calzari. Una volta entrato la scena era orribile, le immagini che si vedono in televisione non rendono la realtà. C'era veramente una quantità di sangue impressionante che lasciava intendere una crudeltà molto violenta della persona che le si è avventato addosso", aggiunge.
E ancora, Pennini ricorda di aver "fotografato il corpo di Chiara Poggi con entrambe le macchine fotografiche. Una volta usciti i nostri calzari erano imbrattati di sangue. È stato un evento talmente brutto che ho ancora in mente tutto di quel giorno". Si trova d'accordo il Colonnello Gennaro Cassese che si dice certo che "quella scena dava bene l'idea dell'accanimento che c'è stato sul corpo di Chiara. Non è stato un omicidio normale. Le varie gole di sangue erano a distanza l'uno dall'altra e questo vuol dire che quel corpo era stato attinto più volte e non in un unico posto".