Più di mille persone per l'ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni morto il 21 febbraio scorso a seguito del trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli. Per i funerali, in molti hanno affollato il Duomo di Nola e la piazza esterna, dove si sono visti anche dei palloncini bianchi.
"Domenico in queste dolorose settimane è diventato il figlio di tutti noi. E noi con i suoi genitori partecipiamo al loro immenso dolore - ha detto il vescovo di Nola Francesco Marino durante la cerimonia -. La perdita del frutto del proprio grembo è così atroce che non c’è una parola per definirla. Quel cuoricino che non riuscendo mai a battere ci ha agghiacciati nel dolore e ci sentiamo vicini anche alla mamma del bimbo, che ha donato anche lei, e noi piangiamo insieme. Abbiamo sentimenti di rabbia, delusione, vorremmo responsabili, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come Domenico ma proprio mentre questi cattivi sentimenti ci assalgono ci sentiamo più male, più in colpa. Il lutto non si può elaborare con desideri di vendetta. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali che chi di dovere dovrà sanzionare, altro è pensare che il giustizialismo privato lenisca il dolore, che solo il Signore può consolare".
Tra le persone che hanno deciso di partecipare ai funerali del piccolo Domenico anche la premier Giorgia Meloni, che subito si è diretta in prima fila per abbracciare i genitori di Domenico e poi si è seduta in prima fila accanto al governatore Fico e al prefetto e al sindaco Manfredi. Al termine del rito funebre, il presidente del Consiglio ha nuovamente abbracciato i genitori del bimbo e ha imboccato un'uscita a lato dell'altare, per poi rientrare a Roma.
Presenti, tra gli altri, il conduttore Massimo Giletti, il prefetto di Napoli Michele di Bari, e don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, che ha detto: "Sono venuto ad abbracciare la mamma, era un mio preciso dovere. Non ho detto nulla di particolare, abbiamo sofferto insieme e perché quando il dolore è condiviso diventa più sopportabile, oggi noi dobbiamo stare qui accanto alla famiglia. Sui medici penso che stiano soffrendo anche loro ma certo è che la verità su cosa non abbia funzionato deve venire a galla senza confusione ma con fermezza". È arrivata per dare un abbraccio alla mamma di Domenico anche la direttrice dell'Azienda dei Colli. "Sei una grande mamma, siamo tutti con te", le ha detto.
Intanto l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ai giornalisti ha riferito: "Questa mattina abbiamo presentato due esposti agli Ordini dei medici di Benevento e Cosenza affinché venga attivato un procedimento disciplinare relativamente alla sola questione della mancata informazione dell'esito negativo del trapianto e alle motivazioni di ciò che era accaduto. Gli esposti riguardano i due chirurghi Guido Oppido e Gabriella Farina, che non hanno mai comunicato quanto accaduto ai genitori di Domenico".