Camminiamo a Cagliari, precisamente nel quartiere Bonaria, in via Sidney Sonnino e siamo colpiti da un calo di zuccheri. Bisogna intervenire, cerchiamo l’insegna e non la troviamo, ma dov’è? Siamo passati di qui infinite volte, dal 1964, e l’effige della pasticceria “Chez Les Negres” è sempre stata lì. Ora è sparita. Un raid forse? In un certo senso. Alcuni turisti francesi transitati sotto la targa dell’attività commerciale l’hanno trovata particolarmente offensiva. Il razzismo, quindi, diventa padrone della scena. Fuori le torte dentro le polemiche. Poco conta se il locale è aperto da 62 anni. Un negozio dal nome che è un affronto. I progressisti, più inflessibili del dottor Nowzaradan, hanno sentenziato. Salvatore Armetta, che assieme alla moglie Martina e alla zia Angela gestisce il laboratorio di dolci, scagliato sul pubblico ludibrio ha dovuto difendersi.
«Ci hanno etichettato come razzisti, siamo profondamente dispiaciuti. Non c’è alcun intento discriminatorio, anzi. Quando i miei nonni arrivarono dalla Tunisia erano “les negres”, nasce da qui il nome», ha riferito a L’Unione Sarda. Da non crederci.
Armetta ha dovuto poggiare i tegami, la frusta (da cucina, sia chiaro prima che il caso divampi) e il cappello da chef per rispondere alle illazioni. Peggio ancora, come dicevamo, ha fatto rimuovere l’insegna perpendicolare a bordo strada. Addirittura, rimbalza sulla stampa locale, la volontà di cambiare il nome del locale. Il razzismo culinario è una consuetudine che torna.
Lo scorso giugno a Pordenone rissa sfiorata in un bar per via del Negroni. Il Conte Camillo Negroni, dal 1919, ci fa bere il cocktail nasce da un Americano (composto da vermouth rosso, campari e soda) rinforzato col gin - e le anime belle si ubriacano. Che importa se “Chez Les Negres” è stata considerata, nel 2023, dal Gambero Rosso una delle cinque pasticcerie di Cagliari da visitare. Che importa se vengono coniugate le proposte di pasticceria francese, italiana, sarda e araba.
Che importa se le torte Charlotte e Lorraine (una sorta di brioche con crema e panna) hanno sfamato le voglie di generazioni di cagliaritani e se la Paris-Brest ha concluso decine di migliaia di pranzi.
Per non parlare, sul lato salato, della “frittura araba” ovvero pasta lievitata e fritta. L’ex sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, sui social ha scritto: «Dopo Chez les Negres toccherà a Lo Scoglio per body shaming, a Lo spiedo sardo perché troppo allusivo, a Lo Zodiaco per anti-scientismo, a Pappa e Citti in quanto fascista». Il picco glicemico dell’antirazzismo roba da diabete di tipo woke.