A quasi 19 anni dal delitto di Chiara Poggi, il movente resta un mistero irrisolto. In un recente collegamento a Mattino Cinque (marzo 2026), l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, ha proposto una ricostruzione altamente controversa, lontana dalle sentenze definitive che hanno condannato Alberto Stasi.
Secondo Lovati, Chiara sarebbe stata uccisa perché si era imbattuta in materiale pedopornografico di un circuito internazionale estremamente remunerativo. La giovane, durante ricerche legate ai suoi studi (forse su anoressia, violenza sessuale o abusi), avrebbe scaricato o visionato filmati reali – non fiction – contenenti torture, uccisioni e pedopornografia, riconoscendovi persone vere ed esistenti (non attori). Questo l’avrebbe resa una minaccia per l’organizzazione criminale coinvolta, portando alla sua eliminazione.
Un elemento centrale della teoria riguarda i tagli sulle palpebre (o occhi) della vittima: Lovati li interpreta come un messaggio simbolico dell’assassino – "non dovevi guardare" ciò che hai visto o stavi approfondendo. Il legale sostiene che tali ferite siano state inferte post mortem con un bisturi, data la precisione e la mancanza di frastagliature, e non durante l’aggressione letale.La ricostruzione ha scatenato reazioni in studio: la conduttrice Federica Panicucci ha preso le distanze, invitando a basarsi su elementi verificati. L’avvocatessa Giada Bocellari De Renzis ha obiettato sulla dinamica, chiedendosi perché un eventuale assassino (come Stasi) avrebbe agito con fretta se la casa era presumibilmente vuota in quella fascia oraria, mentre altri potevano temere l’arrivo del fidanzato.