Altro mistero sul delitto di Garlasco. A sollevare non pochi dubbi le palline di carta fotografate sul tavolo della cucina della villetta di via Pascoli, dove è stata uccisa Chiara Poggi. Dettagli, questi, che cozzano con la personalità della vittima, da chiunque descritta come precisa e ordinata. Se ne parla a Mattino 5 dove è intervenuto il genetista Matteo Fabbri: "Non sono mai arrivate al RIS quando io ero consulente di Alberto Stasi", ha spiegato ai microfoni di Federica Panicucci.
Inoltre non sarebbero stati effettuati accertamenti per la ricerca di DNA né per le impronte digitali. Il motivo? Le caratteristiche del reperto: una superficie molto piccola e in carta, considerata poco adatta al rilevamento di impronte. Sul tavolo però era presente anche un fazzoletto appallottolato, mentre nel piano di lavoro della cucina erano disposti ordinatamente i piatti usati la sera prima per la pizza e i cartoni unti. Dentro il lavandino, invece, erano presenti due cucchiaini non lavati.
"La cucina credo documenti uno spot - aveva già detto l'esperto sempre a Mattino 5 -, quindi una zona di interesse di quella che è stata la dinamica di quella mattina, di quella che è stata la dinamica aggressiva e successivamente omicidiaria. […] ci siamo subito chiesti che significato quelle sedie potevano avere, escludendo fin da subito che potessero essere lasciate in disordine la sera precedente. […] Confermo, l’azione di strofinio che adoperiamo con la cute su una superficie come ad esempio questa carta, quindi un’azione di continuo sfregamento, determina il rilascio di materiale cellulare, a meno che ovviamente non lo facciamo con le mani protette da guanti, ma se le mani non sono protette sicuramente su quei pallini avremmo potuto individuare il DNA di chi le ha appallottolate".
#Garlasco, le palline di carta sul tavolo a casa Poggi sono state mai analizzate?#Mattino5 pic.twitter.com/MDlrXwPIDY
— Mattino5 (@mattino5) March 16, 2026