Il caso del delitto di Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007, si avvicina a una fase cruciale nel marzo 2026, a circa un anno dalla riapertura delle indagini su Andrea Sempio (amico del fratello della vittima, indagato per concorso nel delitto).Mentre prosegue lo scontro tra consulenti informatici della famiglia Poggi e la difesa di Alberto Stasi (già condannato in via definitiva), l'attenzione si concentra sulla perizia medico-legale depositata dalla professoressa Cristina Cattaneo in Procura.
I risultati, ancora non resi noti alle parti (fase di discovery imminente), potrebbero ridefinire aspetti chiave come l'orario e la dinamica dell'aggressione, con indiscrezioni su un'aggressione in più fasi e tempi più lunghi rispetto a quanto ritenuto in passato. Questo potrebbe rimettere in discussione l'alibi di Stasi (basato sui 23 minuti tra apertura porta e accensione PC) e influire sulla posizione di Sempio.Un elemento rimasto oscuro per anni è l'arma del delitto, mai ritrovata.
L'avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, intervistato a Mattino Cinque, ha dichiarato che la difesa ha "idee molto chiare": si tratterebbe di una sola arma (non multipla, come ipotizzato di recente), identificata grazie a un plastico in scala reale del corpo di Chiara, ricostruito dalle foto delle ferite per definire materiale, dimensioni e morfologia dello strumento.