Emergono nuovi e inquietanti dettagli sull'aggressione avvenuta nella mattinata di mercoledì 25 marzo da parte di uno studente ai danni della professoressa di francese. Il 13enne aveva un telefono al collo quando ha accoltellato l'insegnante della scuola media 'Leonardo da Vinci' di Trescore Balneario, nella Bergamasca. Lo smartphone - ricostruisce l'Adnkronos - sarebbe servito per riprendere l'aggressione contro la 57enne, colpita con almeno due coltellate al collo e al torace nel corridoio della scuola, davanti alla classe terza frequentata dall'aggressore. Il ragazzino oltretutto indossava una maglietta con la scritta "vendetta" e nello zaino aveva una pistola scacciacani. Insomma, il ragazzino potrebbe aver ripreso tutto, potrebbe avere immortalato con lo smartphone l'aggressione e l'accoltellamento. Anzi, stando a varie informazioni, il ragazzo sarebbe addirittura stato in diretta su Telegram.
Intanto gli investigatori stanno sentendo lo studente da circa 7 ore alla caserma di Trescore, e "le operazioni sono ancora in corso". I carabinieri hanno inoltre perquisito l'abitazione del tredicenne ed è stato trovato del materiale che potrebbe essere potenzialmente pericoloso, ad esempio esplosivo, e per il quale sono stati disposti ulteriori accertamenti. La professoressa, 57 anni, è in prognosi riservata al Papa Giovanni dopo due ore di intervento sulle ferite al collo e all'addome. Al momento non si conoscono i motivi dell'aggressione. Non si sa infatti se questa sia dovuta a rancori legati ai risultati scolastici del ragazzo o se sia stato un gesto spropositato, maturato in un clima di intimidazione generale dei docenti. Massimo riserbo anche su quanto riferito ai militari dalla famiglia del ragazzino.
I dirigenti scolastici dell'Ambito 3 di Bergamo in una nota esprimono "profonda preoccupazione" e vicinanza all'insegnante accoltellata. Si tratta, aggiungono, di "un atto di violenza compiuto all'interno di un luogo che per sua natura deve essere presidio di sicurezza, crescita e dialogo" e che "colpisce duramente l'intera comunità scolastica e civile".