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La rivoluzione di San Leucio fa 250 anni: così il Re diede il welfare agli operai

di Susanna Barberini giovedì 26 marzo 2026

2' di lettura

C’era una volta un Re che, avendo scelto San Leucio per meditare e riposare, desiderava dare ai suoi abitanti una scuola per l’educazione dei bambini ed una fabbrica di seta, perché si guadagnassero la vita, in modo da poter essere utili allo Stato, alle loro famiglie ed a loro stessi. Grazie all’aria pura e ad una esistenza tranquilla erano stati molto prolifici e così ad ogni coppia il Re dava una casetta e due telai. Allorché la popolazione aumentò, divenne necessario darle delle leggi, più come un padre ai figli che come un legislatore ai suoi sudditi. Queste dovevano venir considerate come una dichiarazione fondamentale di principì immutabili, suscettibili però di ulteriori cambiamenti. Le sanzioni penali consistevano in ammende per i reati minori ed in espulsione peri reati contro la morale.

Sembra una favola e invece è così che lo storico Harold Acton descrive la Real Colonia di San Leucio, uno dei più originali esperimenti sociali e industriali dell’età dei Lumi: un modello nato nel 1776 per volontà di Ferdinando IV di Borbone, che seppe coniugare sviluppo produttivo e diritti, anticipando temi oggi cruciali come la parità di genere, l’istruzione obbligatoria e la tutela della salute.

A distanza di 250 anni dalla fondazione della Real Colonia, il Complesso Monumentale del Belvedere – sito Patrimonio dell’Umanità – ha ospitato un incontro di respiro internazionale organizzato dalla Fondazione Orizzonti con l’obiettivo di restituire centralità a quel laboratorio di civiltà regolato dal “Codice Leuciano”, esempio di umanesimo produttivo fondato sulla dignità del lavoro e della persona, capace di anticipare molte delle conquiste del welfare attuale. Il progetto di ampliare quel nucleo in una città ideale, Ferdinandopoli, si interruppe con le turbolenze di fine secolo: la rivoluzione del 1799, la Repubblica Partenopea, l’arrivo di Napoleone. L’utopia urbana non fu completata, ma la vocazione manifatturiera sopravvisse anche dopo la fine dello statuto speciale, con l’Unità d’Italia, a San Leucio. Per questo ieri la Fondazione Orizzonti ha reso anche omaggio alle grandi famiglie della tradizione serica protagoniste della storia produttiva della Colonia, che hanno ricevuto targhe commemorative per il loro contributo capace di portare i tessuti di San Leucio nei palazzi istituzionali di tutto il mondo dal Quirinale alla Casa Bianca e a Buckingham Palace.
 

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